Vito Ventrella, NARCISO (Frittura a Manhattan)

La frittura di cui si accenna nel titolo del libro ironicamente si riferisce quei poveracci che venivano fuori dalle Torri Gemelle impolverati come calamari infarinati pronti ad andare in padella.

La frittura cui si accenna nel titolo del libro ironicamente si riferisce quei poveracci che venivano fuori dalle Torri Gemelle impolverati come calamari infarinati pronti ad andare in padella.

Di Beppe Ottone

“Narciso lavora all’ufficio prenotazioni della stazione. Viene colto di sorpresa da una telefonata di sua sorella che lo mette al corrente di quello che sta succedendo a Manhattan. Il crollo delle Torri Gemelle lo sconvolge, da quel giorno vive come se fosse a New York, inseguito dalla nube di polvere sprigionata dal crollo che ha visto in tivù.
Succede più o meno la stessa cosa ad una sua amica con cui si vede e con la quale si comporta come se lui fosse l’incarnazione del mito.”: retro di copertina.

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