Il pudore di Ares: Vito Ventrella

Sergio Pent

Sergio Pent

Sergio Pent – Nato a S. Antonino di Susa nel 1952, vive e lavora a Torino. Critico letterario per Tuttolibri del quotidiano La Stampa e per L’Unità, ha scritto anche per Avvenire e Diario.

I suoi romanzi più recenti sono Il custode del museo dei giocattoli (Mondadori 2001), finalista al premio Strega, al premio Alassio un libro per l’Europa e vincitore del premio “Città di Penne”, Un cuore muto (e/o 2005), vincitore del premio “Volponi”, La nebbia dentro (Rizzoli 2007), premio “Fabriano” e premio dei lettori al Biella Letteratura e Industria, Piove anche a Roma (Aliberti 2012), La casa delle castagne (Barbera 2013), il romanzo breve La gondola (Lozzi 2014) e I muscoli di maciste (Bompiani 2015). Suoi racconti sono presenti in numerose antologie.

È pur vero che spesso la realtà si riduce a un giudizio soggettivo e che le reazioni di fronte alle mosse del contesto sociale sono il frutto e la conseguenza di quel giudizio. È pur vero che nella coralità ei momenti storici più altisonanti prevalga l’egoismo individuale in tutte le sue fobie e contraddizioni. Ma inganna, e mette fuori strada, l’avvio di questi due racconti lunghi di Vito Ventrella – qualcuno rammenta Affabilità?- per come sembrano affondare l’ispirazione nei tormentosi accadimenti di questi primi anni Novanta: la guerra del Golfo, la calata degli albanesi in Puglia – era il 91 – sono storia recente, ancorché dolorosa e vergognosa.

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