Distrazioni estive

Esiste una persona odiosa per la scrittura? In genere la scrittura ama le persone odiose perché con queste le monta la rabbia che ha in corpo e la frantuma in mille rivoli – ed esiste veramente una scrittura che ha in sé la bestia che si rode e non vede l’ora di affondare i denti nella carne del maledetto che (non) gli sta a cuore: il soggetto sul quale può riversare tutta la sua bile?

La scrittura non è sempre la personalità. Anzi, certe volte proprio non le riesce di starle dietro, svicola, si ammoscia. Cazzo me lo fa fare. Soprattutto se non ci guadagna niente. Ma se ci guadagna, se vende, se su di Essa si accendono le luci stupide del trattenimento televisivo – come è difficile ricordare i nomi dei programmi, delle star… La televisione le ha allungate sui tappeti. E gli uomini no? Ma fatemi il piacere. Proprio essi sono lì a mendicare un lustro di attenzioni – e poi ci si rivede. Chi non vorrebbe passare cinque minuti accanto a uno scrittore criminoso come BATTISTI?

E noi a sinistra non desideravamo rincorrere i nostri all’epoca di Curcio e delle sue gogne-dimostrazioni-distrazioni politiche. Non servirono a nulla, tranne che ad accreditarlo più tardi presso istituti per bene. Oggi ci sono le sardine la cui intelligenza politica è spaventosa: no a dimezzare camere e camerette ché non ci sarebbe più posto per le bambole.

Nemici cercasi, dicono i giornalisti per scrivere.

Si è tentata la strada della bontà con la complicità del papa. Ma la complicità non suona mica tanto bene, è criminogena. Ci riesce solo Scalfari. Fare il bambino da vecchi non è insolito.

Vito Ventrella