Alla ricerca del tempo perduto

Bambina che non fa assembramento

Alla ricerca del tempo perduto – non ha mai funzionato, forse un po’ in letteratura, ma se lo fai senza essere un Proust, ti ridono in faccia. Quindi lasciamo perdere il tempo perduto, ci si accontenti di quello che si ha davanti – che è un tempo incasinato da chi vi dà fredda, su su su – ma quello, più lo richiami, e più si imbroglia, si ammoscia, quello, e quell’altro che ti sta tra i piedi, accanto o dietro – aspettate, aspettate, voglio sfilarmi, dice una vocina. Sfilarti? Adesso sei qua, burattino, sei voluto entrare di nuovo in competizione ed ora restaci.

La competizione non elimina il turno. Lo devi fare, anche se sei a una gamba, a un braccio. Ma chi è quella signora che fa casino? chiede il dottore. Signora ma lei ha capito che non deve toccare nulla!!! E quella se ne sta addossata alla parete.
Signora il dottore ci sta dicendo che non dobbiamo toccare nulla per non infettarci. Ma allora non è finito il pandemonio?
No signora, è ancora in piedi.

S’intende, ciò che resta. Ciò che c’era prima, meno qualcosa. Eh sì, adesso è il caso di vivere all’insegna del meno, del poco. Neanche a farlo apposta è ancora il troppo che furoreggia là fuori. Il dottore usa la parola assembramento per via di quattro pazienti-impazienti. Riceve telefonate lunghissime di impazienti che sdraiati sul sofà, pensano di avere il dottore a loro disposizione per tutti i mali del mondo, per tutte le medicine, per tutti i dolori.
Aho. E basta.

Il mondo che si rimette in moto… e una canzone che dice non si è fermato mai un momento – il mondo, girava mentre noi stavano fermi. Ma perché adesso hai la sensazione di muoverti? Devi abbandonare la sedia, dice il dottore.
Ha notato che te la porti attaccata al culo.


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