Quella mano dietro la schiena

trump-kim-17Non è un caso se il fotografo ha deciso di riprendere questa immagine, Kim con la mano sulla schiena di Trump. Che cosa lo ha colpito? Dopotutto non si vedono le facce dei due uomini e qualcuno potrebbe anche non riconoscerli se non segue le vicende politiche, se non li ha mai visti sui giornali, se non ne ha mai sentito parlare. Dunque il fotografo conta sul fatto che i due personaggi siano noti ai più e che, per essere così vicini, vuol dire che si sono incontrati a Singapore.

Detto questo pensa che tutti capiranno il perché di questa immagine: in genere si porta la mano alla schiena di un amico, di una persona che ce lo permette, che non si ritrae al contatto. E perché non si ritrae? Perché in quel contatto si percepisce la premura, la voglia di proteggere, accompagnare. Quella mano sulla schiena è più forte di un abbraccio.
Non è una mano sulla spalla che si potrebbe guardare con la coda dell’occhio, la mano sulla schiena non si vede, e, dal suo tocco, si deve supporre che sia amica. La mano amica è la mano che avvia l’uomo per la strada quand’è piccolo. Con la mano sulla schiena l’uomo si sente rinforzato. Se ha preso delle decisioni, queste trovano copertura. Più che una promessa di amicizia, quella mano è il segno di un’amicizia avviata. Trattiene in sé il cammino, lo avvia, va oltre la soglia.

Se pensiamo che la schiena è la parte più vulnerabile dell’uomo, e che tutte le polizie del mondo non basteranno mai a difenderla, se pensiamo che la sua privatezza è sì forte quanto fragile, esposta a improvvisi e inqualificabili contatti per la strada dove accade di tutto, se pensiamo che con quel gesto cade, viene meno l’essere sconosciuto di chi lo attua, non possiamo che elogiare il fotografo che lo ha ripreso per dirci tutte queste cose e tante altre.
Per esempio, non dimentichiamo che si può raggiungere il cuore anche attraverso la schiena, ma non è proprio questo il caso. O forse sì?
Forse. I gesti che si fanno nel presente dispongono alla loro attualizzazione non forse altro perché la loro impronta resta sulla nostra persona reclamando i sentimenti impliciti ed espliciti di cui era animata.


Vito Ventrella

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