A spasso tra una voragine e l’altra

voraROMA. Secondo quanto riferito da alcuni condomini, i pompieri sarebbero stati chiamati per una fuga di gas. Poi si è scoperto che ha ceduto il manto stradale a ridosso di una palazzina di quattro piani. Quindi sono stati evacuati (“presto corri, ché sprofondiamo!”) alcuni appartamenti alle 8.45 di questa mattina in via Marco Aurelio, all’incrocio con via Claudia, centro della Capitale.

Non so se è centro o periferia, ma l’evacuazione riguarda una quindicina di persone.Troppe? Poche?
Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, sono arrivati gli agenti della polizia locale di Roma Capitale e la polizia di Stato.
Allora, questi sono stati informati, hanno visto coi loro occhi che non si trattava di una fuga di gas… ma di gente che correva inseguita dallo sprofondo. Insomma, una voragine, per chi la vede vicina ai suoi piedi è roba da spavento, ché ingenera domande e risposte drammatiche. Da vicino. Da lontano ci si congratula con se stessi di non averci mai avuto a che fare. Lo spavento resta, perché vista da lontano la si può allargare quel tanto che serve a farsene un’idea.

Gli interni interessati dall’intervento dei vigili del fuoco sono 24. Anche due attività commerciali sono state interdette all’utilizzo, una ubicata nel piano interrato e l’’altra in corrispondenza del civico 18b. Sul posto era presente anche il personale del commissariato di Polizia ‘Celio’.
Nessun morto. Meglio dirlo. Sì, ma una voragine, no, non è la prima, se fosse possibile fare una tac…, uno pensa, una tac… strumenti per avvertire il vuoto sotto di te ce ne sono? Domanda senza risposta. È già tanto se ti viene il pompiere sotto casa a consolarti che non sei solo con le tue rogne create forse dagli antichi romani, sempre a spasso per cunicoli e catacombe.


Vito Ventrella

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