Adattarsi è fico

india“Le previsioni del meteo le azzeccano tutte, sempre più precise…” borbotta un signore per la strada perdendo il cappello che rotola rotola rotola e le gambe che non riescono a stargli dietro. Poverino, mi riconosco nelle sue condizioni.
Non so se sono sempre azzeccate le previsioni, ma avevano promesso vento e freddo per oggi, 5.2.20 e così è stato. E senz’altro utile sapere in anticipo come sarà il tempo domani, lo è, lo era soprattutto per i contadini, i quali non si sognavano di farsi trovare impreparati dal tempo, avevano e forse hanno ancora un loro modo di interpretare il passaggio delle nuvole, il loro chiaroscuro, i nembi pieni e quelli sfilacciati, il tempo che impiegano a spostarsi da un lato o dall’altro – ma io ho già perduto di vista l’anziano del cappello, volato via.
Mi fa piacere vedere degli anziani che trottano per la strada più veloci di me. Ogni tanto, non sempre, incontro uno che conosco, facciamo quattro chiacchiere, ci lasciamo dicendoci ci siamo visti, come per dire siamo riusciti ancora una volta a vederci prima di essere morti – ad una certa età si pensa sempre alla morte, a come esorcizzarla, ché ti senti inseguito dal morto di ieri, quasi abbia sbagliato persona, per cui, tornando a casa ti dici che ti è andata bene; fare ritorno a casa, sia pure zoppicando, è una gran bella cosa, è un po’ come tornare dalla guerra ancora vivo, più o meno intero, sano no, ché ce ne vuole per dirsi che sei sano – meglio non pensarci.

Ora sogni di mettere un passo dietro l’altro veloce. Come fanno i ragazzi che indossano scarpe adatte – tu no? No, io non credo, se lo chiedo ai miei piedi mi dicono che forse non ho trovato le più comode che potessi, e che probabilmente non ho capito bene di che cosa hanno bisogno, di quali scarpe. Tendo a trascurare di perfezionare gli acquisti secondo necessità, è come se non avessi più fiducia nel fatto che possa trovare ciò che va bene per me. Penso che su questo mercato io non vi trovo nulla di ciò che vorrei. Temo di acquistare sempre roba inadatta. Allora cerco di farmi bastare quella che ho, che non è ciò che fanno le donne. Loro sì che sono da ammirare per come si insinuano nel territorio dove trovano sempre qualcosa da adattare, tranne gli uomini.
O forse sì. Per un po’. Finché non scoprono che proprio non vanno. Raramente si liberano del loro uomo ammazzandolo. Qualche giorno fa ho letto di un tipa che dopo averlo stordito lo ha bruciato nella sua auto. Non riuscivo a crederci. “Una moglie uccide marito con la complicità dell’amante e del figlio di lei.”
Gulp.


V.V.

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