Il duo di Maio-Salvini sconfigge il tria…

bandiera-biancDi Vito Ventrella
Ieri sera si sono sventolate le bandiere sotto il Parlamento, erano bianche – è la prima volta che le vedo, i deputati e i senatori 5Stelle festeggiavano la caduta di Tria, che sembrava essere il Mussolini di questo Governo. L’odiato fascista è nella polvere! Così ho inteso. Tria era il nemico. Un po’ come quando, da ragazzi, scambiavamo il papà severo per il nostro nemico: e giù bestemmie e la voglia di toglierselo dai piedi per inaugurare il ciclo della politica filiale tutta tesa ad abbattere il sistema- il regime paterno – la monarchia dei non posso. Chi è che non ha mai pensato di sopprimere il padre? Tutti, sia pure inconsciamente, per liberarsi di quelle che allora ci sembravano catene. Tolto il padre di mezzo c’era … il potere, difficile da indossare senza un nemico di fronte – a meno di non considerare un nemico la mamma. No, questo era troppo, la mamma un nemico, giammai!

Cosa succede al Governo? Beh, visto che Tria si è lasciato togliere di mezzo, non gli resta che il ruolo della mamma. Pur sempre autorevole – alla mamma le si vuol bene, tra l’altro – e se domani ci fosse (fosse avvertito) un vuoto di potere paterno, lo si potrebbe sempre recuperare per farsi pestare. Ora si aspetta solo di vedere se, tolto di mezzo il padre, c’è il vuoto, l’abisso che tutti temono a sinistra, non proprio tutti, a dire il vero, ci sono fior di giornalisti che passerebbero sul carro filiale dei vincitori e che si mangiano le unghie per non averlo fatto prima. Perché vincitori? Di solito passano per vincitori i contestatori, i figli ribelli. E i gialloverdi sono dalla parte del figlio, sono le bandiere sventolate, gli spintoni per andare oltre, entrare nella storia patria del momento.
Ma in questa storia pare che il vero patriota non sia né Salvini né Di Maio ma Tria che per senso del dovere e amor di patria non si è dimesso.


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