Alexander Zinov’ev, CIME ABISSALI

September 7th, 2016 is going to be a historic moment for Russia with the first biography of Alexander Zinoviev, the book "Alexander Zinoviev: Prometheus Rejected" by P.Ye. Fokin to be presented...

September 7th, 2016 is going to be a historic moment for Russia with the first biography of Alexander Zinoviev, the book “Alexander Zinoviev: Prometheus Rejected” by P.Ye. Fokin to be presented…

Non è un romanzo, non è un saggio, ma è tutto questo assieme e tanto altro. Siccome, però, le definizioni non sono necessarie, basti dire, come sommaria presentazione, che fu pubblicato in Svizzera nel 1976 e valse a Zinov’ev, allora docente di logica matematica in Russia, l’espulsione dalla sua nazione, nella quale fu riammesso solo nel 1990.
“Cime abissali” è una satira disperata che è ambientata in un futuro imprecisato e in una nazione all’apparenza inesistente, cioè Ibania, ma in realtà ben riconoscibile (Ibania fa riferimento al cognome Ivanov).
Chi sono i protagonisti del libro? Il Padrone, il Direttore Capo, il Pittore, il Collaboratore, il Membro, il Letterato, lo Schizofrenico, il Sociologo, l’Imbrattatele, la Personalità, l’Allarmista, il Condottiero, il Pretendente, il Calunniatore, il Patriota, il Micio, il Verro, il Troglodita, il Visitatore, il Giornalista, ecc. Tutti costoro, in un coro disordinato di frammenti, scritti ora dall’uno ora dall’altro, ora dalla voce narrante, affrontano gli argomenti più disparati in dialoghi ficcanti o lunghi monologhi che sono piccoli trattati di logica, filosofia, sociologia. Zinov’ev, ovviamente facendo riferimento a personaggi reali, ci descrive Ibania, la sua burocrazia, il rapporto tra l’ideologia e la scienza, la Confraternita che la governa, la Commina, ovvero il carcere, la manipolazione linguistica, le leggi della “società civile” e quelle della “società ufficiale”, la censura, la calunnia, la scrittura e il suo ruolo, in una rutilante e divertente carrellata che solo alla lunga fa insorgere un desiderio di uscirne fuori. Scriveva Giorgio Manganelli su questo testo: “Personalmente, ne sono rimasto assolutamente, oscuramente affascinato; mi sono divertito ed ho anche riso, essendo consapevole contemporaneamente che si trattava di un libro sinistro; sono stato irretito in un mondo d’ombre, di disossate e consunte meduse umane, avvertendo insieme che quei bizzarri profili di carta e parole erano capaci di lancinanti squisitezze logiche e di raffinate, sapienti, intollerabili sofferenze. È satira? Non lo so; forse sì, giacché la satira è il genere più ambiguo, più sordido, e sa congiungere in sé l’odio e il riso, la ripugnanza e la seduzione; sa essere disperata e furba. Questo libro è satira come il viaggio di Gulliver tra i cavalli sapienti, i nobili animali che gli rivelano come si possa tollerare d’esser uomini solo difendendosi nella follia.”

cimeAlexander Zinov’ev, CIME ABISSALI, vol.I°, @ 1977, Milano, Adelphi, pp.1-501


BEPPE OTTONE

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