Cara Normalità

                                                                        Vito Ventrella
bella dIn futuro avremo le auto che volano? È assai probabile. Per dove volano ci saranno delle reti di protezione per evitare che per via di un guasto possano precipitare su ignari cagnolini a passeggio e farne salsicce? Impossibile da credere e da pensare una protezione del genere. Per le auto che volano ci saranno delle autostrade aeree? Non se ne parla. Ciò di cui si parla è la possibile (non so quanto augurabile) corsa delle case automobilistiche a considerare plausibile un tale progetto, un’auto volante, come se fosse benedetta dal cielo – il cielo dei giocattoli.

I giocattoli usufruiscono quella sorta di fideismo invincibile che li confina nell’area apotropaica, una zona in cui non può accadere nulla di male ad un bambino che ne fa uso, e nulla di male fanno i giocattoli se non quando se ne fa un uso improprio. Noi invece faremo delle macchine volanti un uso appropriato, per cui sarebbe appropriato anche precipitare. Si pensa già ai signori ricchi che vogliono districarsi dal traffico comune e caotico per andare dal medico. Via dalla pazza folla, almeno finché non diventino affollate anche le vie del cielo.
Che non sono infinite.

La terra delle persone buone e oneste è la Normalità. È a questa che si aggrappano per non essere precipitati nella follia di giochi e invenzioni di cui farebbero volentieri a meno, come dei fatti straordinari che non arricchiscono in nulla il loro universo, la loro vita essendo un ordinato svegliarsi e indugiare nella luce del mattino. Non sempre le cose straordinarie appassionano gli occhi che hanno visto cadere le stelle e nascere i figli e le galline covare le uova, roba che, per quanto straordinaria, ha fortissimi legami con la cara Normalità.

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