Che gente meravigliosa questi uccelli

silvadi Vito Ventrella

Per la strada un tizio, un operaio, solidarizza con qualche santo in paradiso – lo scomoda – e quasi inveisce che qua, cioè nelle sue tasche, ci vogliono le trrise.

Chiss non capiscene – questi non capiscono, dice. Questi sono i governanti.
Le trrise non sono le torri, non sono i turisti, non sono le risa folli, non sono il riso, sono il plurale dialettale dei nostri soldi. A ben vedere i soldi se non sono al plurale non sono niente. Quest’uomo ci ha pensato tutta la notte, poi la mattina è sceso per la strada e appena girato l’angolo di casa ha informato il mondo intero, – cioè l’aria che respira, la siepe che dà ossigeno, il marciapiede cui non frega niente – che ci vogliono le trrise.

La cosa più triste per un povero cristo è non sapere a chi rivolgersi per lamentarsi che non ci sono soldi per andare avanti.
Io, che non ho mai dimenticato il mio dialetto, pensavo di essermi lasciato alle spalle, dopo l’entrata nell’euro, il piccolo mondo de’ le trrise, con i suoi forzieri sempre vuoti, – la gente più ricca erano le formiche, le talpe, gli uccelli.
E non so dire quante volte ci siamo sorpresi a guardare incantati questa gente più ricca di noialtri, queste bestie che invece di inveire per le poche briciole, frullavano via seguendo il luccichio di qualche goccia d’acqua perché…

Ma che brave, associavano l’acqua a qualcos’altro di più solido da mettere in bocca, per esempio un piccolo verme assetato. Che gente meravigliosa questi uccelli. Nessuno che invocasse la protezione di un santo, ciò che appunto li rendeva forti, perché è così che si fortifica il sistema immunitario, appena ti rivolgi a un amico, a una fattucchiera o a un prete per ottenere l’aiuto che speri, da quel momento, senza che te ne accorgi subito, incominci a sentirti stanco, hai mal di testa, vedi male, ti tremano le gambe, non senti bene e, insomma…

Ricordi com’eri prima che chiedessi aiuto al mondo intero? Quello eri tu. Quest’altro che cede al desiderio che gli altri gli tendano la mano non è un uccello.
Esci con le piume bagnate, ok, ma non sperare che qualcuno ti butti addosso una coperta. Fermati accanto a una siepe e strofinati con qualche foglia secca.
Ciao uccellino.


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