Di Maio, oggi il passo indietro

di mMicrosoft:” Di Maio, oggi il passo indietro: si dimette da capo politico M5S. Altri due deputati via“.

Che si dimetta Luigi di Maio da capo politico del M5S non è un grande evento, lo è solo per chi aspira a prenderne il posto. In periferia tale evento non fa più rumore di un battito d’ali – ma in genere la percezione di un capo o di un segretario di un partito da parte della gente è sempre stata debole, come se fossero delle figure sfuggenti, con compiti vaghi, al contrario dei ministri che si ergono come le luminarie del partito, spandendo luce nel quotidiano ( come lampadine gli uomini sono più accessibili, tanto più rimovibili dei segretari, proprio in quanto lampade quando che si fulminano.)

Eppure il capo politico è responsabile della linea del partito. Se vanno male le elezioni gli si imputa di non averci saputo fare. E non sarà, non dovrebbe essere facile per un altro capo politico del M5S mettere a segno un 30% per le prossime elezioni, sia politiche che amministrative- e se Di Maio desiderava evitare di farsi carico del risultato delle prossime regionali in Emilia Romagna, è troppo tardi per scollare la sua immagine di capo dal partito, doveva pensarci prima che si aprisse la compagna elettorale, adesso ci resta attaccato, comunque vadano le elezioni.

Poi c’è da chiedersi se questa mossa agevola un’acquisizione di voti o li disperde di più – il ‘si dice’ è già di per sé dispersivo, annega chi vi si impiglia in un mare di nebbia, non illumina, rende tutto più incerto e gli elettori non votano le incertezze, si buttano là dove appare più nitida la forma dei loro desideri, più capaci i toni, più forti i sapori.


Vito Ventrella

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