Don Chisciotte paciere “menato”

servandi Enzo de Benedictis

Tra le tante avventure del Cavaliere dalla Triste Figura ce ne sono alcune che, per quanto ne so, non risultano citate, raccontate, apprezzate quanto meritano. Una di queste mostra il nostro eroe in veste di Saggio che mette pace tra villaggi in guerra tra loro con discorsi di grande sottigliezza e attualità ancor oggi. Anche se, purtroppo, nonostante la loro saggezza, le massime che se ne possono ricavare continuano ad essere disattese dai tempi dei tempi.
Sono pagine della Seconda Parte dell’opera i cui protagonisti nell’antefatto sono due Consiglieri comunali che fanno invidia alla cattiva fama dei Carabinieri italiani, nell’episodio conclusivo un Sancio Panza beota, e un Don Chisciotte saggio e pacifista, ma, purtroppo per i suoi fan, in questa occasione gran vigliacco e soprattutto dimentico della sorte del suo staffiere.

In un paese della Spagna di quegli anni un consigliere comunale perse uno dei suoi asini e passarono più e più giorni senza che riuscisse a ritrovarlo. Finalmente un altro consigliere dello stesso Comune, incontrandolo in piazza, gli dice di aver visto l’asino quella mattina nel bosco, sfinito e tutt’ossa, ma di non essere riuscito a menarlo dietro di sé in paese. E generosamente si offre di andare insieme nel bosco alla ricerca dell’asino perso. Ma gira di qua, gira di là, l’asino non compariva. E allora, ecco l’idea:

–Compare, io so ragliare in modo meraviglioso; se sapete un pochino anche voi, siamo a cavallo.
–Un pochino, compare? Per Dio! Ma io non la cedo a nessuno, nemmeno agli asini in persona.
–Ora lo vedremo, -rispose il secondo consigliere- perché ho ideato che voi andiate da una parte del bosco e io dall’altra, in modo da girarlo e percorrerlo tutto, e di tanto in tanto raglierete voi e raglierò io, e se l’asino è nel bosco, non potrà fare a meno di sentirci e di risponderci.

E così fecero, senza altri indugi, con il risultato che più di una volta, dopo essersi allontanati all’inizio in direzione opposta dal luogo di questa determinazione strategica, vi fecero ritorno trafelati oppure si incontrarono a destra o a sinistra nel bosco, a seconda che l’uno o l’altro fosse il primo a precipitarsi verso l’agognato suono asinino, scoprendo ogni volta che non dalla bestia ritrovata veniva il suono, ma dal compare, essendo tutti e due di bravura incomparabile nell’imitare il ragliare di un asino.

Stabilirono allora che, per farsi intendere che eran loro e non il ciuco, dovessero ragliare due volte, una dopo l’altra. Così raddoppiando ogni momento i ragli, girarono tutto il bosco senza che l’asino smarrito desse segno di vita.

Né avrebbe potuto mai quell’asino dar segni di vita, come si accorsero quando lo ritrovarono nel più fitto del bosco mezzo mangiato dai lupi.
E tuttavia, nonostante il fallimento dell’impresa, tornarono al villaggio del tutto compiaciuti e vanagloriosi per aver raggiunto le vette più alte nell’imitazione del verso asinino.

Si dirà: che c’entrano Don Chisciotte e Sancio Panza con questo raccontino buono per l’infanzia? E invece c’entrano moltissimo, perché esso è il prologo necessario di un episodio del massimo rilievo in cui Don Chisciotte si rivela altrettanto saggio e carismatico, quanto incapace di proteggere il suo scudiero.

Qualche paragrafo dopo, infatti, i nostri due eroi si incontrano con una turba di popolo inferocito e vociante, armato in vario modo, dai bastoni alle balestre e perfino agli archibugi. Sono i compaesani degli scimuniti raglianti, che vanno ad assaltare un borgo vicino per togliere una volta per sempre ai suoi cittadini la voglia di scimmiottarli e dileggiarli. Era accaduto infatti che dopo l’episodio dell’asino sbranato e dei dottori in ragliologia, ad ogni incontro con gente di altri paesi era tutto uno schernire e un gridare al somaro.
Di fronte alla figura severa e allampanata di Don Chisciotte quel popolo in armi si zittisce e si arresta spontaneamente. Ne approfitta il Cavaliere dalla Trista figura per sciorinare un complesso discorso, in punta di diritto e di esperienza storica ed evangelica, che si incentra su un precetto fondamentale: “non si può ammettere che un individuo -proprio perché è un solo individuo- possa offendere un paese intero, a meno che non lo accusi in blocco di tradimento”. Di conseguenza, se qualche malnato del paese che andavano ad assaltare li aveva dileggiati, o in qualsiasi altro modo offesi, non per questo era giusto che portassero guerra all’intera sua comunità.

Una massima, possiamo commentare noi, che, se fosse stata rispettata nell’antichità greca, non ci sarebbero state né l’Iliade, né l’Odissea: infatti il troiano Paride aveva rapito la moglie del greco Menelao, e questa si racconta fu la causa della terribile guerra. Ma forse che, per l’offesa di un individuo (Paride), fu giusto scatenare la guerra contro l’intero popolo di Troia? E, a pensarci, se quel principio fosse stato rispettato, nemmeno la Prima guerra mondiale sarebbe mai iniziata, visto che anche in questo caso l’offesa fu di un individuo, uno studente serbo che uccise l’arciduca d’Austria e sua moglie.

Tutti restarono in silenzio e pensosi, la spedizione punitiva sembrava rientrata, ma Sancio, pieno di ammirazione per il suo Cavaliere, non seppe trattenersi dal dire la sua. E, dopo aver lodato il padrone, non gli viene in mente di minimizzare l’affronto, e di rivendicare la sua propria bravura in gioventù a imitare il raglio dell’asino? Anzi, subito ne fornisce una prova magistrale, e

postasi una mano sul naso, cominciò a ragliare così forte, che fece rintuonare tutte le valli vicine. Ma uno di quelli che gli erano accanto, credendo che volesse canzonarli, alzò una pertica che aveva in mano, e gli tirò una legnata tale, che il povero Sancio cadde a terra.

A questo punto Don Chisciotte, dopo un subitaneo, ma fallito tentativo di reazione,voltò Ronzinante, e col galoppo più serrato di cui fu capace uscì da quella turba raccomandandosi di tutto cuore a Dio che lo salvasse da quel pericolo.

E Sancio Panza? “Appena si riebbe, lo caricarono sul suo ciuco, e lo lasciarono andare dietro al padrone”.


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