Fascisti – una mancanza di empatia

Vito Ventrella

meglio un fascio di rose

meglio un fascio di rose

C’è un aspetto del 25 aprile che è trascurato, molti di quelli che hanno vissuto gli anni del dolore, della separazione, della lacerazione, degli addii per via di incredibili deportazioni ad opera di fascisti e nazisti, tendono a dimenticare la storia che li ha percossi, feriti, offesi, umiliati e restituiti a ciò che di essi era rimasto in fatto di anima e corpo.
Dimenticare le sofferenze è la condizione per continuare a vivere. Il come viene da sé. Non c’è bisogno di ricordarsi ogni giorno di un campo di concentramento, del proprio compagno di cella o di branda.

Ma dimenticare non significa che altri ne approfittino per dire che non è successo niente. E se per questi altri è successo e si comportano come se non fosse mai successo, allora è necessario vigilare sulle loro opinioni, sulle loro azioni per evitare che nella società vengano ricostituite situazioni simili o analoghe a quelle che portarono al conflitto tra le ideologie, religioni, popoli.

Certo che è strano vedere persone e politici che esprimono idee se non proprio comportamenti che sono stati banditi dalla Costituzione, è strano vederli vicini al potere. Se non sono in grado di immergersi nel dolore di chi ha subito, se sono afflitti da questa mancanza di empatia, come sperano di andare d’accordo con i loro avversari? – Nel dubbio sarebbe meglio non lasciare si accostino al Potere.


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