Francois de La Rochefoucauld, MASSIME

la rodi Beppe Ottone

“29. Il male che facciamo non ci attira tante persecuzioni e odi quanto le nostre buone qualità.
30. Abbiamo più forza che volontà, ed è spesso per scusarci davanti a noi stessi che c’immaginiamo che le cose siano impossibili.
84. E’ più vergognoso diffidare dei propri amici che esserne ingannato.
90. Nel commercio della vita piacciamo più spesso per i nostri difetti che per le nostre buone qualità.
93 I vecchi amano dare buoni precetti, per consolarsi di non esser più nella condizione di dare cattivi esempi.
117. La più sottile di tutte le astuzie è saper fingere bene di cadere nelle trappole che ci sono tese; e non si è mai così facilmente ingannati come quando si pensa d’ingannare gli altri.
128. La troppo grande sottigliezza è una falsa finezza; l’autentica finezza è una sottigliezza effettiva.
154. La fortuna ci corregge da parecchi difetti che la ragione non può correggere.
177. La perseveranza non è degna né di biasimo né di lode, poiché essa è solo la durata dei gusti e dei sentimenti, che non si può né togliere né dare.
197. Ci sono persone di cui non si può mai credere che si comportino male se non le vediamo con i nostri occhi; ma non ce ne sono che debbano sorprenderci se le vediamo.
200. La virtù non arriverebbe così lontano se la vanità non le tenesse compagnia.
211. Ci sono persone che somigliano a quei motivetti che si cantano soltanto per un certo periodo.
218. L’ipocrisia è un omaggio che il vizio rende alla virtù.
237. Nessuno merita d’esser lodato per la bontà, se non ha la forza d’esser cattivo: Il più delle volte ogni altro tipo di bontà non è che pigrizia o impotenza della volontà.
248. La magnanimità disprezza tutto, per avere tutto.
249. Non c’è meno eloquenza nel tono di voce, negli occhi, nell’espressione della persona, che nella scelta delle parole.
250. La vera eloquenza consiste nel dire tutto ciò che occorre e soltanto ciò che occorre.
276. L’assenza diminuisce le passioni mediocri e aumenta le grandi, come il vento che spegne le candele e fa divampare il fuoco.
281. L’orgoglio, che ci ispira tanta invidia, spesso ci serve anche a moderarla.
283. Talvolta non occorre minore abilità a saper profittare d’un buon consiglio di quanta ce ne voglia a ben consigliarsi da soli.
284. Ci sono dei malvagi che sarebbero meno pericolosi se non possedessero alcuna bontà.
302. Di norma è solo nelle cose di poco conto che ci assumiamo il rischio di non credere alle apparenze.
305. L’interesse, che viene accusato di tutte le nostre colpe, spesso merita d’esser lodato per le nostre buone azioni.
306. Non si trovano molti ingrati fintanto che si è in condizione di fare del bene.
312. Ciò che fa sì che gli innamorati non si annoino mai a stare assieme, è che parlano sempre di loro stessi.
335. In amore l’inganno va quasi sempre più lontano della diffidenza.
336. C’è una specie d’amore in cui l’eccesso impedisce la gelosia.
352. Ci si annoia quasi sempre con le persone con cui non è permesso annoiarsi.
361. La gelosia nasce sempre con l’amore, ma non sempre muore con lui.
377. Il maggior difetto dell’acume non è quello di non raggiungere la meta, bensì quello d’oltrepassarla.
382. Le nostre azioni sono come il gioco dei versi in cui ognuno può far la rima con la parola che gli pare.
384. Ci si dovrebbe sorprendere soltanto di potersi ancora sorprendere.
405. Siamo sempre nuovi arrivati alle diverse età della vita e spesso manchiamo d’esperienza, nonostante gli anni.
409. Avremmo spesso vergogna delle nostre più belle azioni, se si vedessero tutti i motivi che le producono.
410. Il più grande sforzo dell’amicizia non è quello di mostrare i nostri difetti a un amico; è quello di fargli vedere i suoi.
411. Quasi non ci sono difetti più imperdonabili degli espedienti che si adoperano per nasconderli.
419. Non possiamo apparire grandi in un incarico al di sotto del nostro merito, ma sembriamo spesso piccoli in un incarico più grande di noi.
431. Niente impedisce tanto d’esser naturali quanto la voglia di sembrarlo.
432. E’ in qualche maniera attribuirsi un ruolo in belle imprese, lodarle di tutto cuore.
436. E’ più facile conoscere l’uomo in generale che conoscere un uomo in particolare.
437. Non si deve giudicare il merito d’un uomo in base alle sue grandi qualità, bensì per l’uso che ne sa fare.
451. Non ci sono sciocchi così insopportabili come quelli che hanno una certa intelligenza.
476. La nostra invidia dura sempre più a lungo della fortuna di quelli che invidiamo.
496. Le dispute non durerebbero tanto se il torto fosse solo da una parte.
498. Ci sono persone così leggere e frivole da essere altrettanto lontane dall’avere autentici difetti che solide qualità.”

massimFrancois de La Rochefoucauld, MASSIME, traduzione di Francesco Fiorentino. Con testo a fronte. Venezia, Marsilio editore, 2000, pp.1-284

Di Larochefoucauld (1613-1680), pubblicate nel 1665.

p.9 Introduzione
p.39 Vita di Larochefoucauld
p.55 La storia del testo
p.61 MASSIME
p.225 Commento
p.225 Tavola degli argomenti di queste riflessioni moralip.
281 Bibliografia


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