Il cuore pensa?

cuoVito Ventrella
Il cuore è soltanto un organo “ottuso” che pompa sangue, oppure ha un modo suo di informare e di essere informato? Me lo chiedo dopo un intervento di bypass. Ho motivo di credere che dopo un intervento al cuore c’è un’alterazione nella percezione della realtà: è come se dopo un tale intervento il cuore venga chiamato a dirci la sua, a scoprirsi, a dirci se la tendenza ad essere tirato in ballo per quanto riguarda i sentimenti, non lo abbia reso cerebrale.

Io ho avuto questa sensazione. Per due o tre notti cuore e cervello hanno lavorato assieme per aprirmi alla conoscenza di territori sconosciuti, misteriosi. Incubi? È possibile. Stremato, pieno di dolori e di timori, vengono ad affacciarsi alla mente le peggiori trame. Se non dormi ma ti limiti a tenere gli occhi chiusi. Ciò che ho creduto di vedere e di sentire è spaventosamente routinario: una macchina invisibile che emette dei suoi corti ma decisi per eliminare qualcuno o qualcosa. Un suono, riconoscibile come una lineetta, parte da una sorta di dormiveglia del pianeta Terra e raggiunge le persone da cancellare. Semplice, raggelante, austero. Ed io, sono stato raggiunto da questa decisione, o mi devono ancora trovare in quest’ora notturna d’ospedale?
So dove mi trovo ma non so più se è reale. È iperreale, con voci e gemiti che sono simili a discorsi di non so bene quali spiriti.
Spiriti è la parola che mi viene più spesso in mente. Ma di quale entità non saprei. Spiriti che amministrano queste zone lontane, sollevate alla percezione di chi non dorme, veglia, muore, ritorna per potersi dire, sono ancora qui, senza alcuna gioia.


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