Il Pd involato

Icaro - Chagall

Icaro – Chagall

Chi votava il Pd, dopo le ammaccature riportate alle ultime elezioni amministrative, sa bene che oggi non ha più un partito. Di conseguenza, se gli pesa essere sconfitto, alle prossime elezioni politiche voterà altrove. Renzi accentrando i poteri in sé, Dalema Bersani Grasso Boldrini ed altri decentrando e sciogliendosi dal partito, si sono prodigati loro malgrado perché il partito scomparisse, – sembrava quasi impossibile, ma tirandolo di qua e di là come si fa con un vestito troppo grande da cui se ne possono ricavare altri più piccoli ma ben messi, infine ce l’hanno fatta. È stato il capolavoro di gente perbene, che a volte si rivela anche poco saggia, offuscata da probabili invidie o manie di grandezza.

Adesso quel che resta del partito, poco utile per il popolo, servirebbe solo a quei quattro gatti che non vogliono darsi da fare a trovarsi un altro lavoro, preferendo farsi eleggere (“assumere”) in Parlamento per giocare a fare le belle statuine a spese dei lavoratori. A questo serve il partitino odierno, a dar da mangiare a un gruppuscolo di sfaccendati – ma che timbrino almeno il cartellino.

Non c’è all’orizzonte nessun nuovo leader – non tutti gli italiani sono bravi a cucinare… Nessun uomo di sinistra che si faccia intendere come leader viene apprezzato dai suoi stessi compagni di partito, ci sono sempre delle riserve su di lui. Lo si vede troppo bastonato (o interessato) per assumere una vera leadership in lotta contro la disuguaglianza – non ci crede nessuno alle lotte per l’Uguaglianza, si lotta per ottenere dalla disuguaglianza in atto più di quello che ci spetta, e si pensa di ottenerlo soltanto personalizzando la lotta nei luoghi e nei contesti opportuni.

A sinistra, il meno rattoppato di tutti è Cuperlo, che è rimasto nel partito quando gli altri lo lasciavano decisi a sconfiggerlo alle elezioni dove invece sono stati sconfitti – ma con il Pd al 19%, si portano a casa una legislatura, ovvero una pensione per la vecchiaia incombente.

Naturalmente si può anche perdere, non c’è niente di male se si perde in maniera onorevole, puntando sulle proprie capacità invece che sulle disgrazie dei propri compagni di partito. Perdere fa bene se serve a ridimensionare la propria statura e a ritrovare un nuovo equilibrio.


Vito Ventrella

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