Il vagito, l’uggiolio e l’influente

rimandaLa sera la notizia o le notizie del giorno si ammucchiano in televisione, fanno a gara a chi le riscalda meglio, con divulgatori e propalatori costosi, pronti a ripetere come pappagalli ciò che hanno detto in trasmissioni precedenti. È la regola, quella di servire il piatto del giorno in mille salse, pare che solo questo faccia provare al lettore-spettatore la sensazione della sazietà. La sera, come stasera, la mia tivù è spenta e ho la possibilità di ascoltare il vagito di un bimbo nonché l’uggiolio di un cagnolino lasciato solo al buio in un angolo del condominio – è proprio un cagnolino che piange perché non sopporta il buio, il chiuso o chissà quale altra diavoleria che gli fa rizzare il pelo.

Dunque i giornali sono costretti a dare le stesse notizie per non farsi portare via i lettori. Cioè per farsi acquistare. È così? Più o meno. Guai se crolla un ponte e lo dice solo il Corriere della sera. Chi non deve vendere il giornale, ma scrive di qualcosa su di una piattaforma, può ignorare ciò di cui tutti i giornali parlano? Certo che può se ne ha voglia e coraggio, se sa di correre il rischio di essere ininfluente e non gliene importa niente. Perché dovrebbe preoccuparsi di influenzare il prossimo? A che pro?

Pare che se tu hai una certa influenza su qualcosa o su qualcuno, vuol dire che sei importante. Da quel momento ti chiamano per far sì che la tua influenza arrivi il più lontano possibile. Ma arriva? Lo si crede. Lo si vuole credere, anche perché è l’unico modo per sganciare soldi all’influente. To’, tieni questo assegno, gli si dice, salutandolo, alla prossima notizia, è che sia rovente, perché quella che ci hai dato stasera era un po’ riscaldata…


Vito Ventrella

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