La chiesa in un articolo del 2011…

seppiadal quotidiano Genova – 2011

“Primo pomeriggio e la voce di E. A., ex seminarista ed ex croupier, personaggio chiave di quest’indagine ormai persa in meandri inimmaginabili, fa da contraltare alle richieste di don Riccardo Seppia, il parroco di Sestri Ponente in carcere da sabato per pedofilia e cessione di cocaina che ieri, interrogato dal giudice, si è avvalso della facoltà di non rispondere, in attesa di conoscere il contenuto delle carte: «Ehi…procurami un bambino…dal collo tenero». L’altro, che con lui aveva avuto «una relazione poi interrotta» come scrivono gli inquirenti, che di fatto parrebbe il componente d’una gang impegnata ad arruolare minorenni per organizzare incontri a sfondo sessuale con un prete, ha un mezzo sussulto davanti a tanta spregiudicatezza: «E mi raccomando l’età – insiste don Riccardo – perché sedicenni sono già troppo vecchi…procurami un ragazzo dal collo tenero…». I carabinieri sgranano gli occhi, e questo passaggio lo ascoltano e lo riascoltano, e alla fine la Procura lo inserisce fra quelli più «esemplificativi» della personalità «pericolosa» del religioso: «Mi serve un bambino dal collo tenero…». Dal collo tenero. E. A. certo, ha un attimo di titubanza ma alla fine si dice pronto: «Vabbè, vado alla Fiumara e vedo cosa ti posso trovare»…

Grande Chiesa, gli psicologi irrompono nella vita dei tuoi amati deflorati, ma per farci cosa?”

La chiesa, coi suoi parroci molto disinibiti, ci ha abituati a tutto. Ma una faccia così ripugnante come quella di questo don Riccardo non si era ancora vista – presumo ce ne siano di peggiori, fortunati, dunque, quei ragazzi che amano l’horror – almeno nelle sale cinematografiche – e che si dispongono a farsene incantare. Almeno loro sono serviti. Per seguire le vicende di questo prete strappa mutande non devono pagare nemmeno il biglietto.
Naturalmente, la chiesa, si lascia ben guardare attraverso la faccia di questo tizio di cui è madre e padre e spirito santo. Quella faccia riccardiana da cripta appena affiorata dall’orgia tra angeli e diavoli è proprio la sua. Eh no, non può negare che costui sia un suo figliolo né può disconoscerlo dovendo, per legge evangelica, aprire il suo cuore al gran peccatore. Più farà mostra di amarlo, e più sì avrà contezza della sua luminosa grandezza. O Chiesa, Grande Chiesa, come sai vestirti, come ci sai fare a volgere a tuo favore i più gravi delitti cui ti dedichi di nascosto. In America uno viene arrestato e buttato in una cella solo perché ha tentato di farsi una cameriera, qui, nei dintorni dell’amore per Cristo, un tale che si fa i bambini viene tenuto ancora in circolazione prima che lo si trasferisca in un posto dove non s’è sentito parlare di lui – insomma la solita pecorella smarrita che non si è ancora smarrita abbastanza, come se altri bambini aspettassero ansiosi le sue prodezze.

Poveri piccoli, avranno la vita guasta come denti cariati, ma l’amore molesto non cessa di cercarli e di invogliarli al catechismo. In questo momento altri preti scodinzolano dietro di essi con fare devoto.
Povera chiesetta smarrita. Tempo fa dicesti che ci si poteva masturbare, che non era peccato. Volevi dare una mano ai tuoi pretini. Togliere di mezzo la fornicazione così obsoleta come peccato. Chiesa, quando tu ti disinibisci, è difficile resisterti. Ma Onan è troppo vecchio per essere un modello. Non è nemmeno virile. Meglio mostrare il pretino fare il fantino. Non puoi dire di averlo contrastato questo modello, anzi è il contrario, lo hai accertato e avvalorato.
Gli psicologi irrompono nella vita dei tuoi amati deflorati, ma per farci cosa? Chi è toccato dalla grazia, pardon, dalle graziose mani di un prete, non avrà più un attimo di serenità, e correrà ovviamente il rischio di diventare un pedofilo perché un atto sessuale, anche se non cercato, non voluto, non amato, anche se subito, ha un suo sapore. Che il cervello registra. E accantona. Del parere – il cervello – che tale individuo, per essere, avrà bisogno di risentire quel sapore. Il cervello non si pone tante domande, tipo, ma perché dovrei richiedere a questo ometto la chimica di quel sapore se la società è contraria alla pedofilia? Il cervello è molto elementare nei suoi ragionamenti, ha registrato la chimica di quello strano sentore, di quella carezzina, di quello sfioramento, di quella introduzione intestina, ed è pronto a rivendicarne la ri-produzione quando la fame di quel sapore si farà sentire.
Il sapore di miele, da qualunque parte provenga, è sempre dolce e fa girare la testa anche ai santi.


di Vito Ventrella

Modugno 21 maggio 2011

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