Le provocazioni iraniane

saharPercepire l’Iran come uno stato liberale è molto difficile. Oggi se ne riparla perché ha spostato un nuovo arsenale di missili a corto raggio in Iraq, approfittando del caos nel Paese e nel mondo. Missili che minacciano da vicino sia le basi Usa in Iraq che quelle in Kuwait e che possono arrivare a colpire i Paesi del Golfo, alcuni giungere indisturbati fino in Israele. Il nuovo arsenale missilistico, secondo il New York Times, “offre vantaggi al governo iraniano, alle sue forze armate e alle forze paramilitari”, in caso di un conflitto diretto con gli Stati Uniti, come dire che se gli Usa o Israele dovessero bombardare l’Iran, le sue forze armate userebbero i missili nascosti in Iraq per colpire la stessa Israele o i Paesi del Golfo.

Il carattere religioso dei governanti iraniani si manifesta nella tessitura delle barbe e delle provocazioni per le quali sono ineguagliabili – come quando vietavano l’ingresso delle donne allo stadio.

C’è voluto il suicidio di Sahra perché le donne iraniane conquistassero il diritto ad entrare allo stadio.

La tensione tra Stati Uniti e Iran rimane alle stelle, anche se il presidente Usa Donald Trump, ha annunciato di aver fermato l’attacco militare in risposta al drone Global Hawk abbattuto da Teheran in acque internazionali. Non è detto, però, che Washington non reagisca in altro modo alle provocazioni. In particolare si vocifera di una possibile offensiva cyber contro infrastrutture.

Siamo troppo lontani dall’Iran, l’unica cosa che ce lo avvicina sono i volti splendenti delle ragazze in alto che parlano di voglia di libertà e di amore.


Vito Ventrella

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