Quando la Velocità nasconde la testa tra le mani

velocità-della-luce-300x200Vito Ventrella

“Tragedia in via delle Acacie, nel villaggio Coppola Pinetamare, a Castel Volturno (Caserta) intorno alle 20,30 di sabato sera, passeggiava con figlio di sei anni ed è stato travolto e ucciso da un’auto pirata. Il bambino è rimasto miracolosamente illeso.”

Dunque è così, da tempo il pirata non è più quel personaggio pittoresco dei fumetti che abbordava i velieri in mare, issando la sua bandiera col teschio bianco su tibia incrociate. Pirata è il pirata della strada. Un anonimo stupido truce personaggio inventato dalla velocità, e questa, la Velocità, non è più quella bellissima compagna di corse che ti porta via dal branco inerpicandosi con te per dirupi e precipizi per raggiungere il Respiro, l’aria pura di chi sogna altezze miracolose, al riparo da macchine d’acciaio lanciate per la strada come proiettili per uccidere.

La Velocità nasconde la testa tra le mani, non chiede perdono, non può, è diventata una strega. Fugge dal luogo dello spavento, si nasconde nel contorto sorriso del cretino che non sa davvero se ridere o piangere. Sa soltanto tremare come tremano le foglie violate dal vento, strappate, morte prima che siano Anziane.

Il Suv del Pirata, Bmw áX6 con targa di nazionalità polacca. L’uomo alla guida, Girniak M., 37 anni, ucraino, con un tasso alcolemico superiore a quello consentito. Scappato senza prestare aiuto. Preso. Portato nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Finito di bere, di correre dalla fidanzata.
Galiero passeggiava con la famiglia e stava attraversando la strada all’altezza del pub Bambusa, in via delle Acacie. NON E’ UNA STRADA PER MORIRE, lo si metta in grande su di un cartello.


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