Lettera a Kim Jong-un

kim-jong-un-full-169VITO VENTRELLA

Egregio Kim Jong-un,
il desiderio degli atleti di gareggiare con altri atleti là dove ci siano dei giochi a livello nazionale o mondiale, è innegabile e Lei ha fatto bene a chiedere al presidente della Corea del Sud di farli partecipare ai Giochi Olimpici invernali di Pyeongchang, il gioco premia i più bravi così come la politica premia i più volonterosi e aiuta i più deboli ad alzare la testa per salutare Colui che prende a cuore il destino di un popolo mettendolo al riparo dall’odio e dalla povertà.

In questo momento il mondo intero ha apprezzato il suo gesto distensivo che permette al gioco di farsi strada nel desiderio e nelle ambizioni di una nazione di essere presente coi loro massimi esponenti là dove è necessario preservare la pace con gesti semplici e audaci.

Audace è il proposito di allontanare le tensioni che impediscono alle persone di buona volontà di vivere e lavorare per vedere i propri fratelli e i propri figli darsi la mano per superare le difficoltà. Oggi Lei è nella posizione giusta per tendere la mano al fratello. E non perché abbia la forza delle armi che altri non ha, ha dalla sua la volontà di non replicare a quelli che fino a ieri erano suoi avversari. La volontà di pace è l’arma più grande che un capo possa esibire per contrastare il nemico o il ricco borioso che straparla per confonderla. Se la sua arma migliore sarà sempre la mano tesa, non avrà problema con nessuna nazione, non dovrà mai rimangiarsi una parolaccia o un’offesa che da un vero capo nessuno si aspetta.

Il capo è colui che si identifica col più debole (il bambino) e porta la sua grazia al potere. Con la grazia al potere altri popoli faranno lunghi viaggi per poterla sfiorare con lo sguardo o con la percezione di ciò che irradia luce e giustezza.

Oggi Lei è in questa luce. La sfrutti. Conceda in accordo con Moon Jae-in, che i vostri popoli si riuniscano in uno solo per produrre l’energia che ci vuole per salvare la nazione da minacce scriteriate, questo mondo è fin troppo martoriato dalle fame, dalle guerre e dalle ambizioni smodate per permettersi un altro conflitto. Vada avanti indossando la modestia come divisa, vedrà la forza che ne avrà quando si vedrà raggiunto dalla gratitudine dei piccoli e dei grandi della terra.

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