Non si frena la caduta dicendo stai cadendo

di Vito Ventrella

angelo-di-caduta-su-terra. La didascalia di questa foto è un po' cretina ma regge.

angelo-di-caduta-su-terra. La didascalia di questa foto è un po’ cretina ma regge.

“Andando avanti di questo passo…” è un luogo comune che quasi sempre esprime una valutazione negativa della portata del passo. Chiunque se lo è sentito dire mentre era impegnato a fare qualcosa sotto lo sguardo del papà, dell’amico, del capo, dell’azienda ecc. Se nessuno ve lo dice è probabile che non abbiate intrapreso alcun progetto e che non dovrete scaldarvi se qualcuno vi dice che avete fatto il passo più lungo della gamba o che ne abbiate fatto uno indietro o di lato – no. Di lato nessuno ve lo dice perché chi va di lato, rischia (o gode) di non essere visto, registrato. Andare di lato, evitare gli scogli è indice di esperienza, astuzia, vi si può perfino encomiare.

Dette così le cose sembra che si stia parlando di “cammino”, avanzamento sul territorio o nella carriera.
Se parliamo di cammino in senso morale, beh, il cammino presuppone una meta. Almeno finché la include. Quando la esclude c’è solo da andare avanti e indietro a seconda dell’umore, dell’età. Se si è anziani si va avanti e indietro nei ricordi perché non tutto è stato consumato, masticato, digerito. Ci sarebbe una cura che non ha ancora dato i suoi frutti, un libro che non è stato letto abbastanza, che non ha detto tutto e spetta a voi arricchirlo –
Per carità. Non farei mai una cosa del genere. I libri impoveriti nel linguaggio e in tutto il resto mi divertono di più. Ma torniamo alla meta. Se il cammino la include, è lecito interrogarsi su di essa, chiedersi: erano veramente mete quelle che ho raggiunto o limiti?
Questa è cattiveria. Ad avere scambiato un limite per una meta ci sarebbe tutto da rifare. E come si fa? Chi ce lo dà questo tempo? Veramente non è questione di tempo è che non ne abbiamo voglia. E possiamo dire ai 5Stelle di oggi, “ehi andando avanti di questo passo… “?

Ma perché inserire i dati culturali della nostra gente per rompere? Lasciamoli respirare. Perché aggiungere freno al freno? Non si frena la caduta dicendo stai cadendo. Inserendo il gerundio, la caduta non si ferma. Prosegue nel tempo, anche mentre dormiamo.

(Se cliccate sull’angolino giallo della foto l’angelo coprirà tutto l’articolo, ma la cosa più interessante è la posa scomposta ad arte – pare che non si potesse scomporre più di tanto.)


Leave a Comment