Parlare con i piedi

piediSe avete capito che le scarpe strette (a punta) indossate da ragazzi vi hanno danneggiato i piedi rendendoli deboli e nervosi, vi va di pensare che l’autorità (quale?) dovrebbe vietarne la fabbricazione e che se non lo fa si rende complice di un inconveniente che ha a che vedere con la salute del corpo, il vostro, ma anche quello degli altri, soprattutto quello delle donne.

Non vi sono tanti rimedi per dei piedi rovinati da scarpe inadatte. Ma è vero che in una società libera come la nostra è quasi impossibile mettere certi divieti. Senza dei quali ci sarebbero i consigli, tanti dei genitori, dei nonni. Ma i consigli, soprattutto quando si è giovani e c’è da seguire una moda, non si ascoltano quasi mai. I genitori è meglio se non aprono bocca, non li si ascolta. Non riescono a impedire ai propri figli di fare ciò che vogliono, il distacco fisiologico e poi quello ideologico non lo permette.

È necessario invecchiare e diventare genitori di se stessi per accettare i consigli dei grandi. Ad ogni modo è vero che noi parliamo coi piedi più di quanto è possibile immaginare. Pensiamo coi piedi. Ovvero ci sono cose che si fanno e si pensano solo in determinate condizioni fisiche. Le parti del nostro corpo dettano legge, non è sempre possibile ignorarle perché siamo audaci, intrepidi, valorosi. Ignorare le deficienze del corpo comporta sacrifici, dolori. Arriva una stagione in cui si ha bisogno di ogni singolo dito per una presa corretta, ma questa viene mancare per un’artrite o una infiammazione. Allora vuoi capire qualcosa di più del tuo corpo, vuoi capirlo proprio quando può darti ben poco, non ti è più vicino, non ti fa compagnia come vorresti, a tratti si muove come un cane bastardo che vuole isolarsi dal mondo contro tutte le apparenze che lo vogliono presente ad ogni citofonata.


Vito Ventrella

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