Putin-Erdogan feroci e noiosi

Kheda ha 17 anni, nelle foto in abito bianco ha gli occhi sempre bassi. Va a sposarsi con il velo e il bouquet, va da Nazhud, colonnello di polizia che alla sua famiglia aveva detto: «Consegnatemi Kheda o ve ne pentirete». Scene da un matrimonio ceceno. Sabato scorso alla festa di nozze c’erano tutti quelli che contano, a Grozny. C’era anche Ramzan Kadyrov, il luogotenente del presidente russo Vladimir Putin nel Caucaso.

Kheda ha 17 anni, nelle foto in abito bianco ha gli occhi sempre bassi. Va a sposarsi con il velo e il bouquet, va da Nazhud, colonnello di polizia che alla sua famiglia aveva detto: «Consegnatemi Kheda o ve ne pentirete». Scene da un matrimonio ceceno

Mi rivolgo a quei 4000 lettori russi che frequentano questo sito per dire loro di difendere quelle persone che in Russia si oppongono strenuamente la potere di Putin che è la cosa più brutta da dire, giacché Putin è sicuramente bravo, ma a modo suo, è bravo come chi si circonda di persone ricche, parlo di una ricchezza cui lui ha contribuito, poiché in Russia fino alla fine degli anni ’80, non si poteva essere ricchi senza che lo volesse il capo del partito.

Non desidero dire che Putin si sia dato da fare a far sì che la ricchezza finisse nelle mani che potevano fargli comodo avere per amiche, ma tant’è, gli direi pure bravo se questo avesse contribuito a sollevare il suo popolo da quella eterna modestia economica cui è stato costretto da secoli, prima e dopo la Rivoluzione. Ma non mi pare che le cose siano andate così.

Forse è il caso che il popolo si rivolga ad altri, ovvero a quelle persone come Alexei Navalny che Putin fa di tutto per contrastare. Non è possibile che il popolo russo non abbia curiosità per quest’uomo e si affidi al solito ex capo dei servizi segreti (il vecchio KGB) che per mestiere sa come eliminare coloro che lo contrastano. Sembra che in Russia non vi sia altro dissidente che questo Navalny, una testa dura che il potere di Putin non è riuscito ancora a neutralizzare del tutto se quest’uomo ogni tanto rinasce, – questa volta con un nuovo partito, “Russia del Futuro” che suona bene. La Russia del futuro è quella Russia che io sogno senza sanzioni. Senza sanzioni vuol dire che in Russia c’è finalmente la democrazia. Democrazia vuol dire che si cambia cavallo. Questa sì che sarebbe un’altra rivoluzione, se si realizzasse ci direbbe che il popolo russo è tornato ad essere sovrano e senza monarchi – questi riposino in pace con la loro storia, ma guai riproporsi, come fa Putin, con lo stesso potere di vita e di morte dei sovrani, camuffato da potere parlamentare che non convince, che non fa veramente il suo mestiere, quello di votare, approvare o respingere ciò di cui sogna il popolo russo.

Putin sarebbe molto più forte se non avesse paura di aprirsi alla democrazia. Così com’è è noioso. Come lo è il turco Erdogan. Queste persone fanno ancora in tempo da mettersi da parte prima che la folla inferocita raggiunga i loro appartamenti, li tiri fuori dalle loro tane lussuose e li trascini in piazza lasciandoli, stupiti, impauriti, ad invocare la grazia sotto la luce gialla e solitaria dei lampioni.


Vito Ventrella

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