Rischio procedura Ue, Tria: “Cercheremo un compromesso per evitarla”

Da Microsoft
amianto-770x480-640x342Il ministro dell’Economia Giovanni Tria assicura da parte del governo italiano “un atteggiamento costruttivo” nella valutazione sull’avvio della procedura Ue sui nostri conti pubblici. Precisa che “ribadiremo le nostre ragioni agli altri Paesi cui spetterà di trarre le conclusioni e cercheremo di trovare un ragionevole punto d’incontro”.

L’Italia, sottolinea, sarà disponibile “a un dialogo serrato” in vista di un “compromesso” per evitare la misura.
È nel nostro interesse trovare un compromesso” – Per quanto riguarda l’atteggiamento di Roma, Tria ha sottolineato la necessità di “renderci disponibili a un dialogo serrato e costruttivo con la Commissione per arrivare a un accordo che consenta di evitare la procedura per disavanzo eccessivo. Cercheremo di trovare un ragionevole punto d’incontro”, ha aggiunto. “Pur rimanendo convinti che le regole Ue devono essere migliorate e semplificate, è nel nostro interesse trovare un compromesso” e arrivare a un “accordo” con Bruxelles per evitare la procedura di infrazione, ha detto.
“Dal governo approccio prudente e responsabile” – Nel corso di un’informativa alla Camera sulla procedura di infrazione europea sul debito, Tria ha spiegato che “il governo ha seguito un approccio prudente e responsabile nella politica di bilancio 2018″. E proprio l’anno 2018, “sebbene la crescita abbia sorpreso al ribasso”, si è chiuso “con una significativa diminuzione del disavanzo, al 2,1%, in discesa dal 2,4% del 2017″, mentre il saldo primario si è attestato “all’1,6% dall’1,4%”.
La solidità del mercato – Secondo Tria, comunque, occorre “normalizzare definitivamente le condizioni del nostro mercato dei titoli di Stato, la cui solidità è fondamentale non solo per i risparmiatori e le istituzioni finanziarie, ma anche e soprattutto per una vera ripresa dell’economia”.
Commissione tenuta a formulare un rapporto – In ogni caso, l’iniziativa della Commissione europea di riesaminare la posizione italiana, secondo il ministro, “fa parte delle normali procedure di sorveglianza e non è in contrapposizione con l’accordo di fine 2018 con il governo italiano”. La Commissione, infatti, “era tenuta a formulare un rapporto” sul debito eccessivo dell’Italia, ha detto Tria che ha ripercorso le tappe che hanno portato Bruxelles sull’orlo di una procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese. La ragione, ha sottolineato, “è il non rispetto della regola del debito”.
Previsioni per il 2019: deficit al 2,2% – Secondo Tria, “si può ritenere che l’indebitamento netto nel 2019 sarà sensibilmente inferiore alla previsione della Commissione”, con il deficit che si collocherebbe al 2,2% del Pil, rispetto al 2,4% stimato invece nel Def di aprile. Questo perché “il monitoraggio più recente delle entrate evidenzia per l’anno in corso maggiori entrate tributarie e contributive e maggiori entrate non tributarie che, dedotte le maggiori spese e risorse necessarie per il bilancio di assestamento, portano a stimare un beneficio netto di circa 0,2 punti percentuali”. E la conseguenza del deficit al 2,2% sarebbe “un miglioramento “di 0,1 punti del saldo strutturale nel 2019″, risultato che “configurerebbe un sostanziale rispetto del braccio preventivo del patto di stabilità”.
Le inizative dle governo per rispettare i saldi – Il governo, comunque, “monitora costantemente l’andamento dei conti pubblici ed è determinato a perseguire il fondamentale obiettivo di saldo strutturale e ad adottare tutte le cautele e le iniziative funzionali al raggiungimento di tale obiettivo”, ha concluso.
“Sostenuto da tutto il governo” – Infine, interpellato al termine della sua informativa in Aula alla Camera sull’ipotesi di procedura di infrazione Ue, alla domanda se si senta sostenuto dall’intero esecutivo, Tria ha risposto: “Certo”. Il ministro ha anche precisato che quanto illustrato è in linea con la posizione del governo perché è quello “scritto nel Def”.

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