Secondi di luce

sauroMi dico sempre che devo evitare di reggere i pesi, le buste di plastica piene di chili di mele, di pere di arance, di verdure eccetera, ma ci ricasco e le dita ne soffrono, si infiammano, se le pieghi fanno male, l’unica cura è non pensarci. Il dolore è il pensiero del dolore, viene percepito, diventa pensiero. Se riesci a distrarti in modo da non pensarci non avverti il dolore. Ciò che distrae è un negozio dove cerchi delle cose da acquistare. La concentrazione quasi involontaria sulla qualità, sui prezzi. Guardare una bella ragazza? Non puoi più di qualche secondo. Di più saresti un maleducato.

Insomma ciò che distrae dal dolore non è facile da trovare.
Ma quando accade di non avvertirlo ti chiedi come hai fatto. Ti chiedi a cosa stavi pensando. Ti accorgi così di dedicare tempo (percezione) a ciò che non è corporeo. Dura poco questa percezione. Sei ripreso dal fisico appena ti dissoci dal psichico.
Riflessioni.

Il dolore va via con la luce. Ma bisogna saperci fare con la luce. Non basta leggersi un manuale. Ci vogliono anni di esperienza per indirizzare la luce sulla parte che fa male e lasciarvela per qualche secondo.Secondi di luce sono tutto quello che puoi permetterti e non è detto che funzioni.
Funziona meglio se ti siedi e visualizzi l’organo dolorante per 20 secondi. Ma questa non è roba da manuale, devi saperci fare.

(La luce che spegne il dolore: la terapia scoperta in Italia. Agisce sulle cellule nervose della pelle sensibili alle carezze, che si attivano in chi soffre di dolore cronico. L’effetto benefico del trattamento testato sui topi dura tre settimane) Repubblica 2018.


Vito Ventrella

Leave a Comment