Si sorride all’acqua che non morde

veneL’acqua alta che arriva alla cintura, ma il negozio è aperto. Ancora pochi centimetri e l’acqua sarebbe arrivata alla teca delle paste o delle carni. I volti dei negozianti sono placidi, due omaccioni tranquilli che convivono con le condizioni proibitive di Venezia. Ma i clienti dono sono? Sembra che i negozi siano aperti per dare ai fotografi qualcosa da riprendere. A me basterebbe avere un piede bagnato per essere in crisi. Capisci come le bizze di un territorio possano esercitare in chi vi abita propensioni a cambiare pelle. Si vedono persone infilate in lunghe tute impermeabili.

Impermeabile è la parola che è entrata nei beni di prima necessità della gente che abita a Venezia. Non avere in casa o addosso nulla di impermeabile è indizio di pesce morto. L’acqua alta è un muro che si può scansare, attraversare, ciò che non si può ignorare è la penetrazione dell’acqua ovunque vi sia spazio per contenerla. Anche le tasche dei calzoni. Se l’acqua arriva alle narici del naso, non c’è che da indossare gli scafandri.Siamo in mare.

Pensare di leggere un libro in piedi nell’acqua è quasi impossibile. Non si legge volentieri nell’acqua, a parte le insegne che si trovano sempre più in alto. Sistemarsi nell’idea del veneziano non è facile per chi veneziano non è. Questa città mostrata o che si mostra con l’acqua alta come se fosse una caratteristica invidiabile da altre città che non possono permettersi questi giochi d’acqua, te lo fanno notare i turisti che non mancano mai di esaltare gli inconvenienti di una bellissima città che sembra godere delle proprie inconvenienze.
Si sorride all’acqua che non morde, che, placida, non è un mostro.


Vito Ventrella

Leave a Comment