Sono belle le vostre risa

formA volte, nel corso del giorno, vado a caccia di voci naturali. Dentro casa, a parte la mia, non ce ne sono altre. È una necessità dopo essere stato davanti alla tivù per un pezzo, mi alzo come tramortito dal divano, quasi con un senso di colpa, mi faccio un attimo sul balcone, giù niente voci, è più facile ascoltarne restando dentro casa. Quindi rientro.
Per esempio, la cosa più bella è cogliere delle risa. Oppure il verso di un uccello che viene dal cortile. Metto in moto il meccanismo di intensificazione, ho da farmele bastare- di questi tempi è utile fortificare la risposta immunitaria, suoni e voci naturali, se non sono sgradevoli, apportano benefici senza neanche che ce ne accorgiamo – anche inseguire il volo di un insetto che non hai alcuna voglia di ammazzare, come pure aiutare una piccola mosca ad uscire di casa, a trovarle la strada – da ragazzino era più facile seguire gli insetti per la strada, con un quaderno in mano, giusto per dare l’impressione di portare fuori i compiti e poi piegarsi su di una formica – adesso se ne vedi una in casa cerchi subito di capire la sua provenienza per sterminare lei e le sue amiche – in casa la paura dei pruriti, delle infezioni è eccessiva, tanto più che non si sa bene cosa usare per liberare il territorio dagli intrusi.

Dicevo, seguire queste creature, come si muovono, immaginare come vivono, non è inutile – come farsi domande tipo: di quanta luce hanno bisogno le formiche, stando in casa, per cercarsi da mangiare? Quando tempo occorre loro per coprire la distanza che va dalla finestra di entrata a quella di uscita – l’interesse per il mondo naturale è un modo di immettere nel nostro corpo, nel nostro sangue una chimica niente affatto maligna – sfido che certi bambini amino i topini, quando sono in loro compagnia stanno bene, sono felici.
È bello ascoltare le risa, dicevo, anche se sono gli altri a ridere, quando li senti ridere sono rassicuranti, in certo senso è come sapere che non stiano tramando nulla di funesto per il genere umano.
Il covid19 sembra che non rida.


Vito Ventrella

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