Sesso e amore non condiviso

metrpo

Vito Ventrella

Difficile credere che una ragazza se li tiri addosso tre-quattro ragazzi, uno dopo l’altro, sospirando. E che lo faccia in ascensore, in auto, dietro una siepe o in qualsiasi altro posto. A meno che non abbia qualche malessere di cui ignori le origini.  Ma quando ciò dovesse accadere, dovrebbero essere i ragazzi a dire basta, a preoccuparsi di essere nel vero, nel buono, nel lecito. Che sia buono scoparsi una ragazza è indubbio, ma che sia vero che lei lo voglia sul serio e non perché spintavi da un impulso disordinato e privo di verità è tutto da vedere. Ché basterebbe vederla nei panni di una sorella per indietreggiare davanti alle sua gonna alzata. In questo caso sarebbe perfino difficile spingersi dentro di lei solo con lo sguardo, la si coprirebbe, piuttosto, invitandola alla calma.

Ma quando mai! Quando vedremo crescere l’uomo che in simili frangenti non si spoglia di buon senso educazione pulizia fraternità. Uno schiaffo per farla rinsavire invece di una botta. Scherzi? Perfino questo sarebbe il benvenuto. Invece no, L’uomo deve dimostrare all’amico che è un vero uomo. Buttarsi dentro di lei a capofitto.

Roba d romanzo, brutto quanto si vuole, ma sempre romanzo, perché la realtà non si chiama così per niente, nella realtà succede diversamente, lo si sa da se stessi quando si ha una ragazza e si è gelosi che possa  essere presa da un altro, sporcata, o solo guardata.

Si è ammazzato qualcuno che ha osato guardare la tua ragazza, è successo. In quel caso, l’eccesso, contrario alla misura, alla possibilità – necessità – di dirsi che è impossibile negare agli occhi ciò che si vede, ciò che è in vista, e che lo è anche per essere ammirato.

La realtà, se è quella in cui si ama e si è riamati, non consente altri movimenti che non siano in qualche modo leciti, condivisi. Soprattutto condivisi. Nella realtà in fondo si fanno cose condivise, il che le rende preziose. Tutto ciò che non si può condividere perde di valore. Spesso contrasta con la morale, con la legge. Non è di conforto nemmeno venir meno a una regola tra le quatto pareti domestiche. La stanza da letto non è la camera dove tutto è permesso, ma anche lì, l’infrazione, se vogliamo ha da essere condivisa.

Da una donna massacrata da una maschilità senza freno mi aspetto che dica buonuomo, io non devo mangiare la merda che hai nel cuore.

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