Un bel dì vedremo

Vito Ventrella

un bel di vedremo

un bel di vedremo

“Kim è un grande leader e la Corea del Nord ha molto potenziale illimitato” ha detto di lui il presidente americano, Donald Trump.
Anni fa, cosa hai pensato quando hai saputo che Kim Jong-un era il nome del presidente della corea del Nord? Kim il nome, ci stava, Jong il nome ci stava. Ma un? Un che di inafferrabile. Non un articolo indeterminativo, ma un accesso alla persona di Kim… Cioè, il presidente, dopo averlo guardato nelle immagini che circolavano di lui, che idea ti sei fatto? Io ho pensato che per me sarebbe stato difficile abituarmi a considerare presidente quella sua faccia imbottita di fanciullezza o forse puerilità che… Ma perché gli stava ancora addosso? È possibile che, al momento di abbandonarlo, verso i 17 anni, gli sia rimasta addosso come se il ragazzo avesse intuito che, entrando nel mondo degli adulti, si rischiava grosso? Gli adulti in Corea erano tutti a dieta.
Una volta, a Bangkok, avevo visto un ragazzo tailandese pranzare con un rametto di verdure mentre ero con un amico con il quale ci si abbuffava di frutti di mare. Il ragazzo che mangiava tre foglie di verdure non era un coreano, ma siamo lì. E poi, tornando alla sua faccia, poi che Kim, forzando l’ingresso in quel mondo per forza di cose, era il più grandicello tra quelli che dovevano succedere al padre, (Kim Jong-il, che aveva governato la Corea del Nord dal 1994 fino alla morte), lo sforzo, pensavo, che aveva fatto per atterrare nel mondo del dittatore, gli avrebbe procurato una dilatazione tale che non è più potuta rientrare in sé, nella carne, (accortosi tra l’altro che intorno a sé il concetto di cannibalizzare chi prende il potere era diffuso) be’, gli andava bene che un fosse una sorta di pneumatico, gli sarebbe servito da corazza, andava bene per tenere a distanza i nemici interni, soprattutto i parenti, quelli che si sono visti soffiare il posto – chi non ambisce governare, stare a capo di una nazione?

Pensato, tanto. Visto di fronte, di lato, un birichino alla moda, s’è fatto, tanto per dire che non avrebbe rinunciato a tutti i capricci di giovincello.
È così è stato. E acconciarsi con uno grosso e grande più di lui, Mr. Trump, e togliersi di dosso un po’ di provincialismo. Solo questo. Per ora. Per uscire dall’anonimato di quell’un, e la grazia di quel corpo? Alleggerirsi di un po’ di nome, di aria. Il grasso no. Serve per fare figura, tanta.

“Il primo incontro è stato un successo, mi auguro che questo lo sia altrettanto e anche di più”, ha aggiunto Trump. “È un onore essere con il presidente Kim ed è un onore essere assieme qui in Vietnam“.
E quando i giornalisti gli hanno chiesto sull’accordo di pace, il capo della Casa Bianca ha risposto: “Vedremo“.

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