Un periodo nero per i poveri

berlusconi_ottimismo“Ma i regali si fanno ancora?” dice una signora alla sua amica. La sua è una domanda in cui nuota un dubbio, il dubbio che in certi periodi tristi della propria vita si trovi il tempo e la voglia di pensare ai regali. Se poi si arricchisce la domanda dicendosi “per chi?” allora i dubbi aumentano nella misura in cui si pensi ad un regalo destinato a un adulto.

Fare un regalo a un adulto comporta una grave responsabilità. Si sa che quale che sia il regalo scelto da voi, corre il rischio di non essere gradito. Questo perché l’adulto non è una persona innocente e potrebbe vedere il regalo in funzione della sua utilità o meno.
Un regalo utile? È quello che si cerca di sapere prima di incartarlo nel desiderio di farlo. Il regalo utile in genere va a posarsi addosso alla persona. A volte si indossa. Diverso se il regalo è destinato a un bambino. Per quanto oggi anche i bambini sono stati educati a ottenere cose utili, conservano ancora in sé un territorio, l’innocenza, appunto, dove le cose non si indossano, nuotano nella curiosità che si applica ad esse per sapere della loro anima. Un regalo di tal genere – quasi imprevedibile – è quello che lascia il bambino a bocca aperta, a interrogarsi sul perché.
È possibile estendere questo tipo di regalo? Mica tanto. I regali destinati ai bambini sono quasi tutti prevedibili nel loro essere visibili nelle vetrine. Se non si trovano nelle vetrine vuol dire che non ci sono regali per i bambini.
E se non esistono i regali si suppone che non esistano neanche i bambini. Dunque abbiamo legato l’esistenza di un piccolo essere alla possibilità che riceva un regalo. Un bambino che non riceva un regalo è il bambino più triste del mondo.
La vita di un adulto che non riceva un regalo non cambia, l’adulto, se è poveraccio, non considera il regalo utile per sopravvivere. Il fatto che non debba ricambiare nessun regalo,lo arricchisce momentaneamente. Donare vuol dire affermare la propria stabilità economica e/o la propria ricchezza d’animo. I regali li fanno i ricchi affermando il loro potere sui poveri. Nelle società remote i regali si facevano per affermarsi. Per dire che io esisto al di là di ogni miserevole dubbio.
In questo periodo la gente legge meno. Confusa, stordita da tutto quello che non va per il giusto verso, si lascia catturare dalla pubblicità, dai regali che ammiccano in tutte le vetrine di vetro e in quelle altrettanto vere dei siti di Internet. Ma con questo stupido black Friday hanno rotto tutti quelli che vogliono venderci qualcosa. È un caso che la nuova grigia Repubblica si sia presentata qualche giorno prima?

(Questo è un periodo in cui la gente affiora spesso nelle parole vane del politico per dire che io soltanto mi preoccupo di essa. Cosa vuol dire preoccuparsi di essa? Vuol dire rincorrere con tutta la forza delle bugie una poltrona e poi inchiodarla a terra, passare il tempo della legislatura a tenersi saldo, cioè ammanettarsi ad essa, passare per un prigioniero.
Ricevere soldi in prigione.)

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