Uomo, così come sei, sei una cosa da niente

Cinzia Fusi, la vittima

Cinzia Fusi, la vittima

Vito Ventrella
Ho appena terminato di fare qualche lavoretto domestico in casa quando gli occhi cadono su di una brutta notizia del giornale che ho appena acquistato, non posso crederci, una donna di 34 anni aggredita dal suo capo 52enne nel garage del supermercato dove lei lavorava… – l’imperfetto vi dice tutto, non rivedrà più la luce del sole, questa donna. Una discussione, lui che la colpisce ripetutamente – azione orrenda, anche una volta sola sarebbe stato un delitto, l’uomo si perde, viene afferrato dall’ira come da un mostro, e non a dire che accade anche nelle coppie più in armonia di litigare, – mi dici perché non l’ha fatto lei? perché non è stata lei a colpirti?
Perché lei per istinto è salvifica.
Però, ecco, muore uccisa per dare a te, uomo, la possibilità di sfogare la tua rabbia. È nata per questo? No!

Una storia nel ferrarese. Adesso lui uscirà senza di lei. Adesso lo metteranno in carcere. Io dico come hai fatto a colpirla? Mi chiedo che cos’è che scatta nell’uomo. Senza dubbio la certezza che di fronte ha una persona inerme, che non deve difendersi dopo il colpo, ché non ci sarà una reazione, non così forte da non poterla contrastare.
L’inermità induce alla violenza? L’essere inerme deve chiedere scusa? Scusa se ti induco alla violenza?…

Come e dove colpire l’uomo perché di fronte a LEI si liberi dalla rabbia omicida.
Uomo, così come sei, sei una cosa da niente.


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