Calma e gesso, prima di portare il remoto alle stelle

 Ogni donna conosce il proprio albero

Ogni donna conosce il proprio albero

Vito Ventrella

“È passato poco più di un mese dall’inizio del lockdown per arginare il contagio da COVID-19. La sfida maggiore che abbiamo dovuto affrontare non è stata solo spostare online percorsi formativi, eventi e progetti di trasformazione digitale: abbiamo trasformato il limite della distanza, con cui oggi tutti ci dobbiamo confrontare, in nuove opportunità di business, di formazione, di creatività” queste cose si leggono qui e là, su pagine online, e sembra di capire che c’è gente soddisfatta di come sta funzionando la scuola in questo periodo, con l’insegnamento a distanza che l’ha portata ad attrezzarsi dal punto di vista delle strutture tecnologiche – computer, piattaforme, tablet eccetera, nonché insegnanti pazienti, soprattutto quando si è insegnanti di sostegno e ci si sgola da casa per farsi capire.

Altri si spingono a dire che la scuola digitale sta selezionando i più bravi, magari non lo dicono proprio così, con la soddisfazione che imporpora le guance dei genitori che vedono con favore questa fuga in avanti che lascerà indietro i meno bravi o i più svogliati…

I più bravi sono bravi oggi – oggi è così, ma la bravura cambia cavallo, nel senso che andando avanti il bravo può innamorarsi di altre cose in cui eccellere. Non sono le prime o le seconde classi a segnare il destino di un uomo, è il modo di guardare il mondo, gli altri, la vita che ti circonda – una frase, un libriccino che un adolescente si trova per le mani, un gioco irresistibile, l’occhiata di un ragazzo più grande, una promessa mancata, il fuoco che anima la vita di un adolescente può essere ravvivato da qualsiasi cosa, da parole come creatività, meno o di più da parole come business. È difficile stabilire un percorso sulla base di bei voti alle medie o superiori. I fattori culturali spesso vengono travolti da fattori sociali. E, soprattutto, i ragazzi guardano al comportamento dei loro coetanei nella buona e nella attiva sorte.
Per non parlare del fatto che da quando si lavora in smart working e si raccontano i propri progetti sui canali social, si è considerati clienti (non ancora dottori) da quegli che mettono a disposizione degli studenti ciò che serve per fare tutto da remoto.
Insomma, calma e gesso, prima di portare il remoto alle stelle.


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