Il cuore caldo dei vecchi

anzVito Ventrella
Per chi scrive la perdita di 10, 100, 1000 anziani in così poco tempo è dolorosa, ché non c’è cosa più preziosa dei ricordi e di chi li custodisce, è come sentire franare la terra sotto i piedi, sebbene restino i frutti che il ricordo di altri frutti seminò e sparse nei campi –

Presto vedremo le sedie vuote davanti agli usci dei paesi che ebbero conforto e calore dai vecchi e il mormorare di storie si perderà, le piccole bestie non avranno più i piedi accanto ai quali affusolarsi e i posti in treno resteranno vuoti accanto al giovane viaggiatore -

allora il viaggio sarà lungo senza il conforto dei ricordi che hanno rincorso l’ultimo vagone.
Gli insetti perderanno parte del loro slancio al momento di volare non più tratti dalle parole che salgono alle cime dei monti come dei cipressi, le pecore si getteranno a nuoto senza il loro anziano pastore che le esporta sui ciottoli.

È così vero che sembra di vederli i giorni senza il colorito sapiente dei vecchi inumati in fretta o dispersi al vento dopo le fiamme altezzose.
Pacate grida non si sono potute levare dal guanciale, che peccato che siano andati in un silenzio votivo senza ceri né mostra di languidi pensieri per tutte le favole che si sono inverate da loro a noi, da ieri ad oggi.
Addio


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