Il megalomane…

una vaccata

Consolidarsi. Aumentare gli strati della pelle, le dimensioni. Come quando si desidera essere più grandi, più spaziosi, più visibili. Più certificati. Il desiderio che la pelle diventi più spessa, robusta. Non si sa come dirlo, un aumento di felicità ghiandolare. Magari la si vorrebbe anche elastica per poterla tendere di qua e di là e coprire ciò che non è di nostra proprietà. Aumentare il volume di ciò che si possiede, fare della cuccia di un cane una casetta. E della casetta un monolocale, alzare il tetto. I volumi in aumento, per cacciare indietro – le api, le mosche? No, il vicino. Se si potesse costruire sulle sue spalle, schiacciarlo al suolo. Farne un fossile. Aumentare il volume delle mani, dei piedi. Aumentarsi. Crescere, spalmarsi sulle superfici degli altri senza che se ne accorgano. La mattina si svegliano e non trovano più lo spazio per i loro piedi. Il vicino si è allungato, si è allargato. C’è stata una mutazione durante la notte.

Rubare una partenza. Rubare una vacanza. Uno si sveglia al mattino e non trova più la sua vacanza ad aspettarlo. Magari è veramente accaduto, come quelli che hanno prenotato una vacanza online in un paese di sogno. E quando cercano di raggiungerlo, nessuno sa niente della loro vacanza, nessuno ne ha mai sentito parlare, e i poveretti regrediscono col sogno che rientra, si fa piccolino, invisibile. Su che cosa fare pressione per riaverlo? Si torna a casa riportando indietro la poca superficie dei propri corpi. Un desiderio di aumentarla, questa superficie, perché si veda, perché la si tema, una superficie corporea da dove si allungano dei cardi per pungere, dare fastidio, urticare, spingere più in là l’altro, il vicino maledetto.

Il lontano non sempre benedetto. A volte ladro, assassino. Ti si ruba la vacanza e non ti resta che tornare a rattristarti a Facebook. Aumentare gli “amici” che ti dicono, oh, poverino, è capitato anche a una mia amica, a lei hanno rubato l’arrivo, non riesce a tornare, scioperi, bivacchi in aeroporto.
Aumentare la pelle per respingere meglio negli assalti. Diventare inossidabili. Perdere in lucore, aumentare in forza respingente. Aumentare la faccia con qualche iniezione di botox, di arroganza. Portarla in giro. Farla vedere. Diventare una persona da visitare. Con una faccia grande quanto una piazza impedire agli altri di passeggiare, darsi al bel tempo. Aumentare di pelle a guisa di copertone. Annettersi il presente, il futuro. Lasciare il passato agli stupidi. Aumentarsi nel presente ad ogni occhiata. Guai se ci si fa sorprendere a ridurre le proprie pretese. Attenti.

Anch’io qua, anch’io là, anch’io dappertutto: queste sono le parole d’ordine. Tracciare i confini degli altri, lasciare i propri aperti all’avanzamento, all’annessione di altro spazio per la pelle sempre più spessa, in continua dilatazione, come l’universo in espansione, affermarsi Universo!

Vito Ventrella

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