La conformità agli sgoccioli

Vito Ventrella
Noto per la strada gente preoccupata con o senza mascherina – ossia preoccupata di averla e di non averla. Oltretutto, allentandosi la pressione pandemica, succede che ci si dimentica a volte di indossarla – è successo anche a me un paio di volte, la prima volta sono tornato subito indietro per recuperarla, la seconda volta mi sono reso conto di non averla quando ero già nel negozio, avevo fatto qualche acquisto, non ho terminato di fare la spesa, quasi fossi stato colto in flagrante da qualche ispettore – quindi mi sono scusato con la cassiera che era munita di tutto, compreso la visiera, e via a casa. Un comportamento coerente con chi non aveva ancora deciso di abbandonare una misura di sicurezza che ritiene fondamentale, che non costa troppo, soprattutto se si va piano, e non viene a mancare l’aria.
Ma è vero che (adesso, in queste ore’) c’è anche la preoccupazione di averla, la mascherina? È probabile. È una preoccupazione che nasce quando ci si trova a passare attraverso un gruppo di persone che si ferma “sportivamente” a fare chiacchiere senza indossare la mascherina, senza osservare nessuna distanza, come se la pandemia non fosse mai arrivata o fosse terminata senza che nessuno se ne sia accorto. Insomma se non ti sei accorto che è passata vuol dire che sei proprio scemo – è il ragionamento di chi teme di indossare un capo di vestiario ormai fuori moda.
Però se dovesse credere a ciò che pensa e strapparsela di dosso, darebbe ragione a personaggi di cui non ha nessuna stima – è permesso non stimare delle persone senza dirglielo in faccia, meno male.
Naturalmente può accadere anche di attraversare un corridoio dove si riuniscano i ragazzi a fare baldoria senza neanche l’ombra di questo straccetto – e che ci si senta irrisi dagli guardi dei presenti che sono arcicontenti di mostrare come si esce, come si è già usciti dalla morsa pandemica – dimostrando così di essere giovani, i veri giovani essendo coloro che non prendono ordini da nessuno e che non indulgono a ritualità eccessive di cui non apprezzano la necessità.
E così si fa presto ad abituarsi alla scomparsa degli altri, si tratti del nonno o delle zio che ciabattava per casa inquieto. Ovviamente sono aumentate le mascherine-rifiuto a dimostrazione che i cittadini indecenti sono quelli che seguitano imperterriti ad funestare il territorio coi loro atteggiamenti sprezzanti verso tutto ciò che è vita vera, dolce, sofferta, elegante.


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