Carlo Emilio Gadda, I SOGNI E LA FOLGORE

sogniLa Madonna dei Filosofi

Teatro
Un ingegnere elettrotecnico alla rappresentazione d’un melodramma al Teatro Ponchielli di Milano. La sua attenzione, oltre che alla vicenda, è rivolta ai costumi e agli atteggiamenti dei cantanti, all’orchestra, agli artifici di scena, ai pompieri.

Manovre d’artiglieria di campagna
Lo spostamento d’un reggimento di soldati durante la Prima Guerra Mondiale: il comportamento d’un generale, gli effetti d’un bombardamento sui soldati, il difficoltoso traino dei cannoni su un sentiero impervio.

 

L’ortolano di Rapallo
In un negozio di frutta e verdura, un cliente indeciso è rimproverato dal commerciante.

Preghiera
Sensi di colpa nei confronti di chi è morto.

Certezza
Il lavoro senza sosta d’un contadino.

Treno celere nell’Italia centrale
Il passaggio d’un locomotore davanti alla casa cantoniera, sopra un ponte.

L’antica basilica
Un delinquente in fuga ripensa alla madre, guardando ammirato una basilica.

La morte di Puk
Il cane Puk, nonostante la sua fedeltà agli uomini, va a morire affamato in una boscaglia.

Sogno ligure
Una chiesa ligure del Seicento, il mare e ciò che esso può evocare.

Diario di bordo
Il primo viaggio d’un transatlantico appena salpato. [E’ la partenza di Gadda per l’Argentina nel 1922.]

Cinema
Un giovane studente universitario decide di spendere al cinema il compenso per le sue lezioni di geometria alla contessina Del Rio. Si trova così ad essere parte della varia umanità che s’accalca all’ingresso del cinema nell’attesa d’entrare in sala.

La Madonna dei Filosofi
Maria Ripamonti, ultima discendente d’una famiglia nobile decaduta, promessa a un giovane partito volontario per la Prima Guerra Mondiale e poi disperso, non intende ascoltare i genitori che la vorrebbero sposa dell’avvocato Pertusella. L’ingegnere Cesare Baronfo, titolare d’un’azienda di rappresentanze ereditata dal padre, vittima d’una inguaribile nevrosi causata soprattutto dalla passata relazione con Emma Renzi che gli ha dato un figlio, decide di vendere l’azienda per dedicarsi alla filosofia. Maria Ripamonti e l’ingegner Baronfo s’incontrano e si frequentano. Ma, di ritorno da una gita in macchina, subiscono un agguato da Emma Renzi che ferisce gravemente l’ingegnere, sparandogli una rivoltellata.

Il castello di Udine

Tendo al mio fine
Pagina programmatiche in cui, ipotizzando un’umanità intenta a realizzare «magnifiche sorti e progressive», l’autore promette (ironicamente), per il futuro, di guardare alle cose con ottimismo e di essere «il poeta del bene e della virtù».

Elogio di alcuni valentuomini
Galleria di modelli di comportamento in guerra e di esempi negativi, tratti da autori classici e moderni (Livio, Orazio, Cesare, Machiavelli, Zola…)

Impossibilità di un diario di guerra
Rivendicazione della propria scelta di “interventista” e orgoglio di essere stato soldato, pur riconoscendo che «molte sofferenze si sarebbero potute evitare con più acuta intelligenza, con più decisa volontà, con più alto disinteresse, con maggiore spirito di socialità e meno torri d’avorio».

Dal castello di Udine verso i monti
Il trasferimento con il proprio reparto sui monti di Carnia, nel 1917, condiviso con «i forti ed i bravi», vissuto con orgoglio e con gioia, trasfigurato «in desiderio, viva e profonda poesia, inguaribile amore».

Compagni di prigionia
Episodi di vita quotidiana nel campo di Celle (Hannover): gli scherzi tra prigionieri, le partite a scacchi, le letture, le notizie sulla situazione bellica.

Il pensiero del sacrificio di alcuni valorosi soldati (il colonnello Giordana, il tenente Attilio Calvi) come consolazione per vincere l’umiliazione della cattura e la mortificazione della prigionia.

Tirreno in crociera
Crociera nel Mediterraneo a bordo del “Conte Rosso”. Dalla partenza di Genova a Cecina.

Dal Golfo all’Etna
Crociera nel Mediterraneo a bordo del “Conte Rosso”. Tappa a Napoli: visita di Pompei e del suo Museo Nazionale. Tappa a Siracusa: visita del sepolcro di Santa Lucia, delle catacombe e del Duomo.

Tripolitania in torpedone
Crociera nel Mediterraneo a bordo del “Conte Rosso”. Tappa a Tripoli: visita del Duomo, del Grand Hotel e del Tribunale. In pulmann a Suk-el-Giuma: spettacolo folcloristico.

Sabbia di Tripoli
Crociera nel Mediterraneo a bordo del “Conte Rosso”. Sosta a Tripoli. Spostamento in auto a Homs: visita delle rovine (romane) di Leptis e del mercato del pesce. Di nuovo a Tripoli: visita del bazar e del Piazzale della Vittoria.

Approdo alle Zattere
Crociera nel Mediterraneo a bordo del “Conte Rosso”. Tappa a Rodi: visita del Monte del Profeta e del Museo archeologico presso l’Ospedale dei Cavalieri. Tappa a Zara: visita della Piazza dell’Erbe, della Chiesa di San Donato e del Duomo. Approdo a Venezia e termine della crociera.

Della musica milanese
Invettiva contro i rumori molesti. Si possono magari sopportare le motociclette, i grammofoni e le signorine che si esercitano al pianoforte; assolutamente intollerabili sono invece «il bruttissimo tantarellare degli organetti a ruote e il malissimo chitarrare di certi garzonacci che a ora indebita fanno prova de’ talenti loro contro al giusto sonno di chi meno beve e meno canta nella notte, e più ha lavorato nel giorno».

La fidanzata di Elio
Elio convive con la propria condizione di reduce e con la tristezza per la scomparsa in guerra del padre. Pur consapevole della sua diversità rispetto alla fidanzata Luisa, ragazza modello della buona società milanese ovvero rappresentante del convenzionale perbenismo dell’ambiente borghese («visitava certi ospedali, cuoceva certe polpette, interpretava certo Beethoven; frequentava la “Scuola superiore delle massaie” in Santa Maria Fulcorina»), si vuole convincere della bontà di tale fidanzamento.

La festa dell’uva a Marino
Descrizione della sagra dell’uva a Marino: venditori di porchetta e del baccalà fritto e delle «focacce cor buco», ragazze attente alle proprie scarpe, giovani in bicicletta, ragazzi avanguardisti di Trastevere… La descrizione si chiude con un pensiero rivolto ai giovani di Marino caduti in guerra.

La chiesa antica
Ritratto di papa Innocenzo II (Gregorio Papareschi). L’infanzia trasteverina (la «chiesa antica» del titolo è la basilica minore di Santa Maria in Trastevere); l’adolescenza, il duello con «Pietro fornaro» e la conseguente morte dell’amico Enzo in sua difesa; l’elezione a Papa con l’appoggio dei Frangipane; la reazione dei Pierleoni, che elessero papa il cardinale Pietro Pierleoni (Anacleto II), e la fuga in Francia; la fine dello scisma e il suo ritorno a Roma.

Il fontanone a Montorio
Su un treno diretto da Roma a Milano, si trovano in uno scompartimento un signore taciturno (milanese) e un ingegnere di Novara. Dopo un breve sonno (durante cui ha sognato la vita della sua gente), il signore taciturno ripensa alla sera precedente, quando un suo operaio, il Rusconi, gli aveva chiesto di dare lavoro anche al nipote: richiesta non accolta dal signore taciturno, perché il nipote del Rusconi aveva preso a pugni un collega dello zio («”Er sor Checco principiò a buttar sangue… sì, dal naso… che manco er fontanone a Montorio…”»).

Sibili dentro le valli
Segue il racconto precedente. A Teròntola (Toscana), nello scompartimento del signore taciturno e dell’ingegnere di Novara prendono posto un «signore ammantellato e nero» e altre tre viaggiatori che stanno discutendo di letteratura, ricalcando con le loro posizioni la polemica tra calligrafi e contenutisti.
Il treno riparte. Poco dopo, tre agenti entrano nello scompartimento e ordinano di liberare un sedile, su cui depongono il corpo inanimato d’un giovane. Il signore taciturno lo riconosce come il nipote del Rusconi. Carlo (questo il nome del giovane) era sceso a Teròntola, sembra per prendere qualcosa da mangiare, e si era così ridotto nel tentativo di riprendere il treno già in corsa.

L’Adalgisa

Notte di luna
La sera scende. Una varia umanità (soldati, giovani, fanciulle, lavoratori) fa rientro a casa.

Quando il Girolamo ha smesso…
Dopo un forzato trasloco «in espletazione di piano regolatore», la famiglia Cavenaghi si ritrova ad affrontare altre “emergenze”: il fallimento della Confidenza (ditta specializzata nella lucidatura di parquets); il ritiro in pensione di Girolamo, vecchio dipendente della Confidenza; la gravidanza della domestica Maria, che era pur stata raccomandata dal curato di Lasnigo.

Claudio disimpara a vivere
Claudio Valeri è riuscito a entrare nelle grazie della famiglia di Doralice, tra cui lo zio Antenore, docente di S.cienza delle costruzioni al Politecnico. Allo zio Antenore, Claudio non risparmierà l’impertinenza di ricordargli il crollo di un ponte, da lui progettato, carico di studenti.
Racconto che prende spunto da un episodio di cronaca, «un più drammatico e anzi addirittura ferale mancamento di ponte verificatosi negli anni tra il 1920 e il 1930 in una laboriosa città della pianura padana sede di scuola di applicazione.».

Quattro figlie ebbe e ciascuna regina
Tra migliorie del nuovo appartamento di via Spiga, consueti problemi con la servitù, discutibili allevamenti di pollame e laboriosi acquisti presso le Seterie e Passamanerie Milanesi Carugati & Bondanza S.A., dopo quattro figlie femmine Cipriano De’ Marpioni e donna Giulia hanno finalmente l’erede maschio: Gilberto Gaudenzio.

Un medico si appresta a visitare Gonzalo Pirobutirro, un nevrotico ingegnere che vive con la madre, conduce una vita appartata e gode di cattiva fama presso gli abitanti locali (misantropo, iracondo e crudele, oltre che «vorace, e avido di cibo e di vino»).

I ritagli di tempo
Le occupazioni nel tempo libero dei Caviggioni, dal nobile Gian Maria al giovane Valerio: la lettura del “Guerin Meschino”, lo studio del tedesco e la frequentazione della Biblioteca Linguistica.

Navi approdano al Parapagàl
Gonzalo si appresta a consumare la modesta cena cucinata dalla madre. Il suo pensiero corre alla popolazione locale, verso cui nutre un profondo disprezzo.

Un concerto di centoventi professori

Per l’indisponibilità dello zio Gian Maria (a causa di un incidente stradale occorso a un suo fattorino), il neo-ingegnere Valerio Caviggioni accompagna la giovane zia Elsa al concerto Bartholdi-Stangermann, appuntamento domenicale d’obbligo per le migliori famiglie milanesi.

Al Parco, in una sera di maggio
La giovane Elsa, moglie di Gian Maria Caviggioni, incontra al parco Adalgisa. Adalgisa si lamenta del disprezzo di donna Eleonora, figura influente della buona società milanese.

L’Adalgisa
Sèguito del racconto precedente Al Parco, in una sera di maggio. Adalgisa invita Elsa a godersi la giovinezza e le racconta del proprio defunto marito Carlo: delle sue passioni per i francobolli e (soprattutto) per i coleotteri.
«Donna di popolo» e cantante d’opera, Adalgisa aveva lasciato definitivamente il teatro (anche per sopravvenuti problemi di voce) dopo il matrimonio con Carlo, per dedicarsi alla sua nuova esistenza “borghese” di moglie e poi madre, nonostante il disprezzo di donna Eleonora e della buona società milanese.

Strane dicerie contristano i Bertoloni
“..La cicala, sull’olmo senz’ombre, friniva a tutto vapore verso il mezzogiorno, dilatava l’lmmensità chiara dell’estate. Il buon medico, consumati i peggio dei sassi, era per arrivare al cancello: nella sua mente viva, piena di curiosità e di memoria, questi memorabili dell’illustre casata si dipanarono con la prestezza del sogno: l’immagine del suo cliente gli ritornò, dopo quella dell’avo, in una luce assurda.
Per parte materna il suo cliente veniva di sangue barbaro, germanico e unno, oltreché longobardo, ma l’ungaricità e il germanesimo non gli erano andati a finire nelle calze bianche, suole doppie, e nemmeno nei ginocchi, che ricordavano pochissimo quelli di Sigfrido; e anche nel ruolo di leone magiaro che si risveglia aveva l’aria di valere piuttosto poco. Per quanto….per quanto…non si sa mai… Germanico era in certe manie d’ordine e di silenzio, e nell’odio della carta unta, dei gusci d’uovo, e dell’indugiare sulla porta coi convenevoli. In certo rovello interno a voler risalire il deflusso delle significazioni e delle cause, in certo disdegno della superficie-vernice, in certa lentezza e opacità del giudizio, che in lui appariva essere inalazione prima che sternuto, e torbida e tarda sintesi, e non mai lampo-raggio color oro-pappagallo. Germanica, soprattutto, certa pedanteria più tenace del verme solitario, e per lui disastrosa, tanto dal barbiere che dallo stampatore. – Bisogna arrabattarsi! – gli dicevano. – Tirare a campare – soggiungevano. Non aveva nessun genio per l’arrabattarsi e il tirare a campare, nel di cui uso si trovava più impacciato che una foca a frigger tortelli. Attediato dai clamori della radio, avrebbe voluto un’investitura da Dio, ..a scrivere una postilla al Tmeo, nel silenzio, per gli stipendi di nessuno.
E c’era, per lui, il problema del male: la favola della malattia, la strana favola propalata dai conquistadores, cui fu dato raccogliere le moribonde parole dello Incas. Secondo cui la morte arriva per nulla, circonfusa di silenzio, come una tacita, ultima, combinazione del pensiero..”

Carlo Emulo Gadda, I SOGNI E LA FOLGORE. In copertina: :Busto di donna con fiori in mano, di Giovani Carnovali, detto Il Piccio. Torino, Einaudi, 1955, pp.1-577

p.7 La Madonna dei Filosofi
p.111 Il castello di Udine
p.291 L’Adalgisa – Disegni milanesi


BEPPE OTTONE

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