Franz Kafka, IL CASTELLO

di Beppe Ottone

kafRomanzo di Kafka (1883-1924), pubblicato postumo nel 1926.

Un uomo, l’agrimensore K., giunge una sera in un villaggio governato da un mitico Conte che vive in un gran castello sulla collina. Egli vuole stabilirsi per sempre nelle terre del Conte ed esercitarvi la sua professione, ma le difficoltà che gli si parano, fin dall’inizio, davanti, superano ogni attesa. Tuttavia, K. s’afferra a tutto con indomita tenacia, gli occhi sempre fissi sul Castello, o meglio su uno dei tanti Signori che vi dimorano, Klamm. Ma ogni strada che prende è sbagliata. Quando Frieda, la ragazza che egli ha sedotto perché godeva i favori di Klamm, e che vuole sposare, l’abbandona, K. sente che la partita è per lui senza speranza. Qui il romanzo s’interrompe. Esso doveva terminare con una scena in cui K., sfinito dagli sforzi, morente, davanti a tutto il villaggio riunito, riceve dal Castello l’annunzio che, pur non avendone diritto, è autorizzato a restare al villaggio e a lavorare, in virtù di alcune circostanze accessorie.

Franz Kafka, IL CASTELLO, traduzione di Anita Rho. Con otto illustrazioni di Mario Laboccetta, Milano, Mondadori, 1948, pp.1-467

p.9 Prefazione: ‘Uomini contro il destino’, di Remo Cantoni
p.41 Il Castello
p.455 Nota, di Max Brod


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