I lineamenti essenziali del vuoto – Mattino, di Vito Ricchiuto

vitoVITO VENTRELLA

“Quando ci si affaccia dalla finestra di una scuola, la prima cosa che si vede è un esotico Mar Rosso di motorini, variegati insetti metallici orgogliosamente appoggiati al terreno grumoso” dice l’autore di questo libro parlando e facendo parlare la scuola dopo esserci sprofondato 
– dopo averla attraversata, scomposta negli innumerevoli passaggi, cambi di scene, presenti, passati – ma basta un giorno di scuola per rammentarli tutti, contenerne lo spirito, la mitologia. Per cui non si tratta di raccontare la scuola già ampiamente riflessa da tanti libri e film, ma di interrogare se stessi, tornarci con la voglia di mettere una dietro l’altra situazioni che cambiano ritmo, per esempio passando dalla prosa alla poesia con l’ardore e la determinazione dello studente che adesso non è più obbligato a fare il compito in classe, ma ha voglia di sbranare quel tempo che lo ha nutrito, per metterne in luce ciò che è stato sì libresco perché non poteva essere altro con un prof alle calcagna – ma che, girato l’angolo della poesia, si contorce per trovare una forma di rappresentazione diversa di quel vissuto, quel che si è visto, sentito.

Poiché il vissuto a scuola può ancora evolvere in un teatro struggente in cui cercare il personaggio o rivederlo sotto le spoglie di un Amleto memorabile che dal teatro si allontana per rientrare in scena con altre parole, altri dubbi, finché non si comprende, in altre pagine di un altro quotidiano, che  “sono io il problema, è mia la soluzione / (risonante angoscia per vagli errati/ afflizione in perpetua cerca di forma.

È talmente vero questo che “dentro ognuno di noi esiste un fanciullo, ma deve crescere e assumersi le proprie responsabilità. Noi non possiamo aiutarlo. Crescerà da solo. Si cresce sempre da soli. Come quando mi hanno pestato” eccetera. A guardarlo, Vito Ricchiuto non sembra che abbia fatto tutto da solo, eppure è così, esile ma caparbio come chi cresce dal cuore armato di un fiore – mattino, passione. Luce-rossore. Il libro riserva sempre delle sorprese a chi pensa di sfogliare paginette dell’ennesimo diario scolastico dove si parla bene o male del prof di turno. Stupisce e rincuora invece la padronanza con cui si affrontano tematiche filosofiche e scientifiche che ispezionano lucidamente la conoscenza che si ha attualmente del mondo e della realtà, (non è da tutti), quindi dell’Essere che resta l’entità intorno alla quale l’autore imbastisce la “trama” di questo libro che tuttavia vuole uscire dalle trame per farsi musica, come dimostra il capitolo sui motori

Se da un punto di vista tattile è simile ad altri libri, dal punto di vista della visione insegue una propria plastica iconografia e, pur di farsi ascoltare, interagisce con il lettore che desideri ascoltare la musica della moto.
Con questo libro sembra che torni di moda il costruttivismo che secondo me è una sorta di istinto dei giovani scrittori che si pongono il problema di come  porsi di fronte alla luce, all’universo o al suo inverso che non moltiplica le tenebre se si fa verso, poesia.

lineamentiI lineamenti essenziali del vuoto – Mattino, di Vito Ricchiuto, edizioni Les Flaneurs, pgg. 129, euro 13 – 


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