Paul Valéry, QUADERNI, vol.III°

p.21 Rièccoti, vecchio desiderio (suggeritore periodico) di ricostruire tutto in

Mirabile proprietà della mente quella di non andare affatto a ogni colpo al fondo delle cose che si risvegliano continuamente in lei - di conoscerle abbastanza - riconoscendole soltanto - di sfuggire a se stessa - di ridurre una data nozione a ciò che è sufficiente per pensare oltre.

Mirabile proprietà della mente quella di non andare affatto a ogni colpo al fondo delle cose che si risvegliano continuamente in lei …

materiali puri; nient’altro che relazioni nette, nient’altro che contatti e contorni delineati, nient’altro che forme conquistate e niente di vago.

p.138 Mirabile proprietà della mente quella di non andare affatto a ogni colpo al fondo delle cose che si risvegliano continuamente in lei – di conoscerle abbastanza – riconoscendole soltanto – di sfuggire a se stessa – di ridurre una data nozione a ciò che è sufficiente per pensare oltre.

Pensare è adattarsi.

p.145 L’instabilità mentale è cosa così importante che non la si potrebbe osservare mai troppo.

p.146 Non ci sono pensieri infinitamente brevi: con questo voglio dire che ogni pensiero traccia un tempo.

p.187 ..Nell’animale, il fatto psichico ha un ruolo uniforme e determinato. Nell’uomo esso può servire a diversi scopi, entrare in una pluralità indefinita di combinazioni, a diversi titoli. E correlativamente la mano, organo del pensiero, è capace d’un’infinità di compiti – può percuotere e disegnare, afferrare e significare. L’animale non ha gesti o ne ha ben pochi.

p.259 La vita mentale anormale, sfasciata (anche superiormente anormale) è, a mio avviso, più semplice di quella normale. L’adattamento è ridotto (ossia il numero delle modificazioni che s’accordano alle circostanze) ma poiché questa vita più semplice conserva le espressioni, l’automatismo, linguaggio ecc. essa si traduce mediante i mezzi della vita complessa. Donde apparenza bizzarra, strampalata – trovate – cfr. Sogni. Le parole dell’uomo vengono emesse da un animale di cui esse diventano il grido elementare.

p.260 L’autenticamente nuovo sarebbe completamente inesprimibile.

p.288 Il più minuzioso esame ‘anatomico’ d’un apparecchio elettrodinamico (allo stato di non-funzionamento) non può rivelare alla mente la cosa più possente e sottile – il ruolo della ‘corrente’. Si ha un bel dividere i fili, analizzarli, ecc. Niente di visibile può far immaginare l’uso della dinamo, della lampada a incandescenza.

p.315 E’ infantile cercare di situare nel cervello, in quel dato posto, quella certa facoltà. Non che questo insieme di masse cellulari non sia composto di parti specializzate e delle connessioni tra queste parti – ma le nozioni ’psicologiche’ che si vuole incasellare sono generalmente molto rozze. E’ come se si volesse scoprire in una centrale elettrica (essendo ignari di tutte le cose elettriche) la macchina che fa rossa la luce d’una data lampada.

p.329 Fu – è – mia convinzione che c’è un certo meccanismo mentale tale che è affatto inutile tentare la minima ’metafisica’ fin quando non avremo di esso una nozione più precisa.

p.352 Noi non siamo, in fondo, che il sentimento o sensazione d’una possibilità, circondata, investita, di eventualità. Il prodotto di queste due quasi-grandezze è il presente.

p.361 Il troppo breve e il troppo intenso vanno contro la conoscenza.

p.371 Il braccio conosce i suoi gesti e i colpi che riceve – e i suoi dolori, ma non la propria struttura.

p.386 Il cervello riceve qualcosa e restituisce qualcosa.

p.387 Posto del corpo – ossia del funzionamento perché questo corpo è soltanto funzionamento e conservazione. Ecco perché Leonardo è più grande di Pascal – e anche della maggior parte dei filosofi.

Tutta la meditazione e la conoscenza interna possibile è incapace di rivelarci che siamo sangue in movimento e in trasformazione.

p.407. Ogni senso è un apparecchio di interpretazione di cose sconosciute.

p.422 La sensazione è dovuta alla presenza o alla mancanza.

p.437 La vista – una superficie di qualche millimetro quadrato – da una parte; dall’altra, un campo che si dischiude immenso – mediante la lettura delle sensazioni impercettibili di messa a fuoco e di rotazione virtuale. La visione è una credenza.

p.461 ‘L’anima’: dare un nome a questo vecchio nome del respiro. – La nostra sensibilità alle variazioni dell’energia libera e di ‘possesso di noi stessi’ che le circostanze percepite, le immagini o idee causano (o sembrano causare) all’istante..C’è dunque una sensibilità che è, anch’essa, più o meno sensibile (secondo i momenti e le condizioni), funzioni adeguate, secondo i loro cicli e i come se l’udito fosse più o meno fine o preciso – secondo lo stato del soggetto..L’anima è sempre una turba di funzionamento poiché essa non appare e non è mai invocata, nei casi in cui gli scambi si compiono mediante funzioni adeguate, secondo i loro cicli e i loro tempi di cicli isolabili. L’anima è l’evento di un Troppo o di un troppo poco. Essa è per eccesso o per difetto. ’Normalmente’ non esiste..

p.474 E’ la memoria a fare dell’uomo un’entità. Senza di lei si hanno solo trasformazioni isolate.

p.479 L’uomo dimentica continuamente questo – la sua memoria. La memoria è la cosa al mondo che noi più facilmente dimentichiamo.

p.510 La memoria non ci servirebbe a niente, se fosse rigorosamente fedele..Il suo tratto essenziale non è la restituzione,è il suo ruolo di riduttore e di semplificatore.”.

fogliaPaul Valéry, QUADERNI, vol.III°. In copertina: Foglia di acanto (incisione), 1856, Milano, Adelphi,1988, pp.1-539

p.IX, Nota editoriale
p.3 SISTEMA
p.103 PSICOLOGIA
p.369 SOMA E CEM
p.405 SENSIBILITA’
p.467 MEMORIA
p.523 VARIANTI E PASSI INEDITI DELLA CLASSIFICAZIONE DEI QUADERNI
p.531 NOTE


Beppe Ottone

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