Lo specchietto coi denti sani

Truffa un 70enne con il trucco dello specchietto Denunciato giovane siciliano

Truffa un 70enne con il trucco dello specchietto. Denunciato giovane siciliano

di Vito Ventrella

L’auto era ferma, parcheggiata sotto il marciapiede, dentro un signore seduto alla guida. La strada è diventata stretta per via del parcheggio da un lato e dall’altro, sono passato con la mia auto, ho abbattuto il suo specchietto laterale, quello che di solito dimentichiamo di accostare.
Il tipo è uscito dall’auto sollevando un putiferio. Mi sono fermato. Gli ho detto di non preoccuparsi, non ero fuggito. Già questo lo ha calmato. Poi ha preso ad osservare lo specchietto per vedere se si era rotto. No, non si era rotto, era saltata la copertura, grigia, di plastica.
Io l’ho guardata. “L’altro giorno l’ho vista per terra, “gli dico.
“Questa? – mi fa.
“ Era una molto simile, – gli ho risposto. Non potevo sapere che fosse la stessa. Forse lo era, ma non avevo certezza per poterlo affermare.
Il signore ha trafficato per vedere se la rimetteva a posto.
“Sì, non si sono rotti i denti… – dice. I denti da incastro, intendeva.
“Bene, se dovessero esserci dei problemi, prenda la mia targa.”
“ No, no, non ce n’è bisogno, ” dice.
La cosa è finita lì.

Strano. Di solito si fanno discussioni a non finire per un graffio. Come se la scocca dell’auto fosse la nostra pelle. Molto tempo fa ho visto piangere un uomo a Dubrovnik perché gli avevano rovinato la superficie della fiancata della sua auto. L’auto era nuova. Perché piangeva? Era un professore. Cosa lo aveva ferito? Il problema, mi disse, è che qui non troviamo le vernici.
Erano gli anni ’80. E il signore che lo aveva danneggiato, un napoletano, aveva un bel dire non frignare, te l’aggiusto io, l’auto, ti pago il danno.
Già dall’ora l’Italia era, be’, non ci mancavano le vernici per poterci cambiare d’abito.


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