NOTIZIE CONTRO

Vito Ventrella
Dopo aver preso il meglio dei giornali del giorno prima – preso, rastrellato, scavato, rimpolpato, camuffato, il giornalista passa alle notizie del giorno sul suo giornale. Le allunga, le allarga, riempie la pagina, due pagine, magari ci sta bene pur una intervistina, e se vi siete già sorbito l’argomento il giorno prima, vi tocca sorbirvelo per la terza volta.

Le notizie fresche del giorno, da un po’, più di un anno, sono ormai notizie-contro. Contro altri colleghi, altri giornali. I giornali vanno all’assalto l’uno dell’altro. Li vedi in tivù a difendere i loro attacchi con le direttrici di programmi – alcune nervose, altre più che mai decise a fare luce sul perché e il come degli attacchi, anch’esse attaccando altri programmi, tirando fuori da dietro le quinte il commentatore di turno, sicché intorno a una notiziola da niente si forma una piramide di teorie, la gente guarda e scolta imbambolata, da casa non può intervenire dicendo basta. Ma non spegne la tivù, preferisce lasciarla accesa per chi volesse seguire il programma – nessuno. Per poter dire. – Be’, come è finita?
Risposta: – Non so di cosa parli.
Se dici così sei perdonato. Se invece dici non so di che cosa scrivi, allora devi stare attento perché chi ti ascolta riferisce. Chiama il giornale e spiffera, ovviamente inventa, roba del vicino di casa che urlava una notizia di merda.
-Quale, quella della Stampa?
-No, del Corriere.
-E non potrebbe essere Repubblica?
È facile fare delle notizie contro.
E anche molto divertente, è divertente vedere un Porro che si arrabbia, uno Sgarbi che si deforma il viso per sgarbeggiare a più non posso. Che delizia questo spettacolo.


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