Wislawa Szymborska, Gente sul ponte

Hiroshige Ōhashi. Acquazone ad Atake, contenuto nella serie Cento vedute di luoghi celebri di Edo del 1857

Hiroshige Ōhashi. Acquazzone ad Atake, contenuto nella serie Cento vedute di luoghi celebri di Edo del 1857

Strano pianeta e strana la gente che lo abita.

Sottostanno al tempo, ma non vogliono accettarlo.

Hanno modi per esprimere la loro protesta.

Fanno quadretti, ad esempio questo:
A un primo sguardo nulla di particolare.
Si vede uno specchio d’acqua.
Si vede una delle sue sponde,
Si vede una barchetta che s’affatica.
Si vede un ponte sull’acqua e gente sul ponte.
La gente affretta visibilmente il passo
perché da una nuvola scura la pioggia
ha appena iniziato a scrosciare.
Il fatto è che poi non accade nulla.
La nuvola non muta colore né forma.
La pioggia né aumenta né smette.
La barchetta naviga immobile,
la gente sul ponte corre
proprio là dov’era un attimo prima.
È difficile esimersi qui da un commento:
il quadretto non è affatto innocente.
Qui il tempo è stato fermato.
Non si è più tenuto conto delle sue leggi.
Lo si è privato di influenza sul corso degli eventi.
Lo si è ignorato e offeso.
A causa di un ribelle,
un tal Hiroshige Utagawa
(un essere che del resto
da molto tempo, com’è giusto, è scomparso),
il tempo è inciampato e caduto.
Forse non è che una burla innocua,
uno scherzo della portata di solo qualche galassia,
tuttavia a ogni buon conto
aggiungiamo quanto segue:
Qui è bon ton
apprezzare molto questo quadretto,
ammirarlo e commuoversene da generazioni.
Per alcuni anche ciò non basta.
Sentono perfino il fruscio della pioggia,
sentono il freddo delle gocce sul collo e sul dorso,
guardano il ponte e la gente
come se là vedessero se stessi,
in quella stessa corsa che non finisce mai,
per una strada senza fine, sempre da percorrere,
e credono nella loro arroganza
che sia davvero così.

Wislawa Szymborska, in: Gente sul ponte, Libri Scheiwiller, a cura di Pietro Marchesani, Milano 1996, pp. 97-99.


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