Riccardo De Gennaro, LA RIVOLTA IMPOSSIBILE – VITA DI LUCIO MASTRONARDI

mastrodi Beppe Ottone

“..Era un bambino mite e gentile, Lucio. All’asilo indossava un grembiulino a quadretti azzurri e talvolta aveva un berrettino che i compagni gli facevano rotolare per terra all’uscita dalla scuola. Lui preferiva incassare in silenzio. Quando passeggiava per Vigevano col padre, Luciano Mastronardi, uomo molto temuto, era solito salutare le persone con un lieve inchino.


Era introverso, aveva difficoltà a stabilire una relazione coi compagni. Era fatto così e non sapeva perché. Questa fragilità sarà sempre un tratto non secondario del suo carattere. Negli anni che vanno dal ’36 al ’41 Lucio frequenta le scuole elementari Giovanni Vidari di Vigevano..Lucio studierà sotto la guida del genitore, un ex ispettore scolastico, che per le sue idee era stato pensionato dal regime a quarant’anni.. Ricorda che il padre gli faceva ‘una scuola basata sul gioco o sulle passeggiate’ con ‘zuppe di nozioni da sfinirmi’. E in un’intervista, più in là negli anni, confesserà anche: – Mio padre mi sgridava sempre alla presenza di qualcun altro per dimostrare la sua autorità su di me -. Convinto che, grazie al suo insegnamento, Lucio sia più avanti di tutti nel programma, il padre gli fa saltare la quinta e l’iscrive direttamente all’esame finale. Il risultato è che Lucio viene rimandato. L’episodio lasciò il segno nei rapporti fra padre e figlio. Il primo lo visse come un suo proprio fallimento, il secondo dovette da quel momento fare i conti con un crollo dell’autostima e con un enorme senso di colpa..Poi, nel 1955, vince il concorso per una cattedra e il primo ottobre entra in ruolo..
Nel febbraio del 1968 l’avvocato milanese Riccardo Guerrieri invia una raccomandata alla Einaudi con la quale minaccia d’adire le vie legali qualora la casa editrice torinese non provvedesse a versare entro l’anno al suo cliente, Lucio Mastronardi, i diritti d’autore pregressi..La vertenza si conclude in data 6 giugno 1968. Grazie al suo avvocato, Lucio ha avuto ciò che con le sue ultime lettere aveva vanamente cercato d’ottenere: i soldi che gli spettavano e la possibilità di passare a Rizzoli senza alcun rischio. Negli stessi mesi, Mastronardi cambia luogo di lavoro e si trasferisce a Milano come bibliotecario. Viene dapprima assegnato alla biblioteca della scuola elementare Moscati e Sforza, vicinissima alla Rai di corso Sempione, dove rimane due anni. Poi, nel ’70, passa alla Biblioteca comunale Sormani, dove lavorerà per altri due anni. Durante questi quattro anni perderà in parte le sue abitudini ‘vigevanesi’ e alcuni amici..
Per il resto, dalla seconda metà del 1968, il suo rapporto privilegiato, non solo epistolare, è con la Rizzoli, nella persona del direttore editoriale Sergio Pautasso. Siccome lavora a Milano non deve spedirgli i racconti, glieli porta direttamente. Riprende, dunque, il calvario delle revisioni, dei rifacimenti, delle innumerevoli versioni del nuovo romanzo, sperimentale, A casa tua ridono..
A marzo 1975 la Rizzoli gli pubblica quello che sarà il suo ultimo libro, L’assicuratore, una raccolta coi suoi vecchi racconti..

Piove a dirotto su Vigevano. Lucio esce di casa alle sette e cinquanta del mattino. Alla moglie dice che andrà all’ospedale per nuove analisi del sangue..E’ il 24 aprile 1979, un martedì. Dal momento che lascia il portone di casa si perdono le sue tracce..
Intanto, le radio di Vigevano diffondono le notizie della scomparsa. Un testimone si reca al Commissariato e garantisce d’aver visto Mastronardi il giorno prima, che percorreva il ponte del Ticino. Era a piedi, senza ombrello, bagnato fradicio e camminava in direzione di Abbiategrasso..Scattano le ricerche, che impegneranno polizia, carabinieri, vigili del fuoco e guardie del Parco della Valle del Ticino..Gli inquirenti sono sicuri che si sia gettato nel fiume..Lo trovano nel pomeriggio di domenica..L’operazione di recupero è tutt’altro che facile, La corrente del fiume è forte e si rischia di perdere il cadavere..Il medico constata che la morte è avvenuta per ‘asfissia da annegamento’ e stabilisce la data del decesso: giovedì 26 aprile..C’è addirittura chi ipotizza che non si sia suicidato, ma che abbia incontrato qualche balordo lungo il fiume e sia stato derubato e ucciso, poi scaraventato nel Ticino. Ma sono fantasie..”

de-gennaroRiccardo De Gennaro, LA RIVOLTA IMPOSSIBILE – VITA DI LUCIO MASTRONARDI, prefazione, pp.9-11, di Goffredo Fofi, Roma, Ediesse s.r.l., 2012, pp.1-206


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