Stendhal, STORIA DELLA PITTURA IN ITALIA

Duccio_di_Buoninsegna

Duccio_di_Buoninsegna

di Beppe Ottone

“Giovanni Cimabue nacque a Firenze nel 1240, e probabilmente i suoi maestri furono pittori greci. Il suo grande merito fu d’aver superato questa prima formazione e d’aver osato accostarsi direttamente alla natura. Una delle sue prime opere, la Santa Cecilia, che si trova in Santo Stefano di Firenze, già mostra i primi germi del talento che doveva brillare nella chiesa superiore di Assisi qualche anno dopo..Qui Cimabue è davvero potente, soprattutto se si pensa al secolo in cui visse. E’ vero che le figure di Gesù e di Maria, sulla volta, conservano qualcosa della maniera greca, ma altre figure, di evangelisti e di dottori che, seduti in cattedra, illustrano i misteri della religione ad alcuni monaci francescani, rivelano un’originalità di stile e una scienza nell’articolazione compositiva tali da produrre il massimo effetto, un effetto che, prima di lui, nessuno aveva mai raggiunto. Il gusto cromatico è vigoroso, le proporzioni colossali, a causa della grande distanza alla quale sono situate le figure, e non per un errore dovuto ad ignoranza; insomma, per la prima volta, la pittura osa tentare quel che sino ad allora era stato realizzato solo nel mosaico. La fama di Cimabue lo fece chiamare a Padova. Purtroppo la chiesa del Carmine è stata distrutta da un incendio che ci ha privati delle sue opere. Morì nel 1300. Era stato architetto e pittore..”

Michelangelo

“Michelangelo Buonarroti nacque nei pressi di Firenze il 6 marzo del 1474. Il vecchio padre di Michelangelo era povero, così aveva mandato il figlio dal Ghirlandaio come apprendista..Non si faceva vedere molto spesso nella bottega del Ghirlandaio. Un giorno il Medici, mentre passeggiava nei giardini, lo trovò che levigava una testa di fauno. Colpito dall’opera e soprattutto dall’estrema giovinezza dell’autore, gli disse nell’andarsene: – Non dimenticare di dire a tuo padre che desidero parlargli -. Ci vollero mari e monti per smuovere il vecchio gentiluomo, il quale giurava che mai e poi mai avrebbe tollerato che il figlio facesse il ’tagliapietre’. Tuttavia, quando il vecchio si trovò davanti al principe, non osò più rifiutargli il figlio..

Papa Giulio II, che era in guerra, riportò delle vittorie. Il suo esercito occupò Bologna, il papa stesso si recò nella città, visibilmente soddisfatto d’aver conquistato un sì gran centro. Questo dette a Michelangelo l’ardire di presentarsi al suo cospetto. Arriva a Bologna..Pochi giorni dopo, Giulio II lo fece chiamare. – Ti incarico di farmi il ritratto: dovrai gettare in bronzo una statua colossale che sarà collocata sul portale di San Petronio -. E mise subito a sua disposizione la somma di mille ducati..

Michelangelo aveva appena terminato la statua che un corriere lo richiamò a Roma, per far affrescare dal grande scultore la volta della cappella di Sisto IV, in Vaticano..Completamente solo, terminò in venti mesi la volta della cappella Sistina: aveva allora trentasette anni..

L’aspetto austero delle figure della Sistina, l’audacia e la forza che trapelano da ogni loro lineamento, la compostezza e gravità dei movimenti, i drappeggi che le avvolgono in modo tanto insolito e singolare, il loro sorprendente disprezzo per tutto ciò che è solo umano, tutto denota esseri in diretta comunicazione con Geova e per bocca dei quali Geova pronuncia i suoi decreti..

L’impaziente Giulio II, nonostante l’età avanzata, volle salire più d’una volta fino all’ultimo piano dell’impalcatura. Diceva che mai prima d’allora s’era visto un tal modo di disegnare e di comporre. Quando l’opera fu a metà, vale a dire terminata dalla porta fino a metà volta, pretese che Michelangelo la scoprisse: Roma rimase attonita..Delle undici scene di questo dramma grandioso, tre soltanto avvengono sulla terra. Le altre otto si svolgono su nubi più o meno ravvicinate all’occhio dello spettatore. Vi sono trecento figure. Il quadro è alto cinquanta piedi e largo quaranta.”.

 

Storia di San Pietro

“La prima pietra era stata posta dall’infame Costantino verso l’anno 324. Nel 626 Onorio vi fece apporre porte d’argento massiccio. Nell’846 i saraceni le trafugarono: essi non poterono rientrare in Roma, ma San Pietro era allora fuori delle mura..Il 18 aprile 1506 Giulio II, allora settantenne, scese con passo fermo e non vacillante nella profonda fossa scavata per le fondamenta del nuovo tempio, e posò la prima pietra. L’architetto era il Bramante..Il progetto originale veniva sempre più guastandosi e deteriorandosi quando, finalmente, fu incaricato di dirigere i lavori lo stesso artista che aveva suggerito l’idea di ricostruire San Pietro. Michelangelo fece il disegno della parte architettonicamente più valida, quella che dà valore all’intero edificio e che non è imitazione dei greci. Nel 1564 succedette al Buonarroti il Vignola. La cupola fu terminata sotto Clemente VIII. Vi lavorarono numerosi architetti. Finalmente, il più mediocre di tutti, Carlo Maderna, rovinando quel che era stato fatto prima di lui, portò a termine San Pietro, nel 1613, sotto Paolo V. Il Bernini aggiunse il colonnato esterno, mirabile introduzione!..

Michelangelo dirigeva San Pietro da diciassette anni, ma per il suo carattere, intransigente verso i mediocri e i furfanti, si vedeva inesorabilmente esposto ai loro intrighi..Una volta, esasperato dagli ostacoli che gli si frapponevano deliberatamente, inviò al papa le sue dimissioni, con una lettera da uomo che sente profondamente la propria dignità..Vi lavorava ancora allorché la morte pose termine alla sua lunga carriera, il 17 febbraio del 1565.. Aveva ottantotto anni, undici mesi e quindici giorni.”

storStendhal, STORIA  DELLA  PITTURA IN ITALIA, @ 1811, traduzione di Gianna Carullo, prefazione: ‘Stendhal e l’arte italiana’, pp.XIII-XXI di Giulio Carlo Argan. In sovracoperta: Leonardo da Vinci, Madonna dell’ermellino. Roma, Editori Riuniti, 1983, pp.1-458

p.37  Scuola di Firenze

p.59  Perfezionamento della pittura da Giotto a Leonardo da Vinci

p.119  Vita di Leonardo da Vinci

p.183  Del bello ideale antico

p.201  Seguito del bello antico

p.263  Il bello ideale moderno

p.307  Vita di Michelangelo

p.431  Appendice

 p.48  <Cimabue>

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